Chi è Elena Fioravanti?
Alessandro me l'ha descritta al telefono la prima volta ancor prima di mandarmi le tavole di sceneggiatura.
" é un po' ancora come una bambina per certi versi, capace di metterti il broncio per una stupidaggine e subito dopo sorriderti di cuore, prende tutto con un entusiasmo contagioso, forse anche troppo, magari perchè non ha ancora rinunciato ad un pizzico di magia nella vita."
Per un po' ho pensato ad Amelie Poulain e quindi ad Audrey Tautou, ma è stato solo un punto di partenza.
In Valter Buio c'è molto, moltissimo di Alessandro (per quanto lo conosca poco) ed ho cercato di fare la stessa cosa con Elena.
Inventarla semplicemente l'avrebbe resa verosimile, mentre io volevo che almeno per me fosse vera.
Ho quindi pescato nei ricordi, negli affetti e in come la memoria li ha filtrati, andando in quei momenti della mia vita nei quali sono arrivate delle persone a sconvolgerla come succede a Valter e a come vedevo quelle persone.
Perciò Elena Fioravanti ha l'aria furba di R , il sorriso di A, gli occhi di F e il musetto buffo di B.
E mille altre sfumature e altrettante persone che sebbene non sia sicuro di essere riuscito a mettere su carta di sicuro erano lì con me quando disegnavo.
Ed è stato strano quando ho visto la prima versione della copertina di Paolo, perchè Elena era proprio lì ed era inequivocabilmente lei.
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Elena Fioravanti
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recovering
Facciamo finta che io mi sia ripreso, ok?
Ripreso da un anno e 188 tavole di Valter Buio,circa 80 inchiostrate, 323 illustrazioni e pure un bell'etto e mezzo di fattimiei. Ripreso dal pensiero di rivalutare le mie scelte quando mi sono reso conto di non poter sopportare certi ritmi ancora per molto, ripreso dalle notti in bianco a red bull e patatine, ripreso dalla rabbia di non poter dare il meglio e non mettersi mai veramente alla prova fino in fondo.
E nel frattempo assistere a grottesche beghe da cortiletto sulla tavola rotonda di Lucca, vedere gente che crede che la qualifica di professionista gli si appiccichi addosso per osmosi, basta accompagnarsi a qualcuno che il suo lavoro almeno prova a farlo e vedere case editrici remare contro se stesse senza aver cura dell'unica risorsa che anno, ossia gli autori.
Ecco, poi arriva Lucca a strapparmi da giornate passate tra me, il pc e il tavolo luminoso, con le sue millemila persone variopinte, con i miei amici e compagni di avventura e con tutto l'allegro baraccone del fumetto.
E allora penso che ne varrà sempre la pena se poi a fine serata dopo la pioggia, lo stress, la stanchezza e gli scazzi e le delusioni si rimane sempre noi.Noi, ai quali basta guardarsi negli occhi (oltre le occhiaie) e trovare esattamente lo stesso sguardo, l'unico in cui sai riconoscerti.
Ripreso da un anno e 188 tavole di Valter Buio,circa 80 inchiostrate, 323 illustrazioni e pure un bell'etto e mezzo di fattimiei. Ripreso dal pensiero di rivalutare le mie scelte quando mi sono reso conto di non poter sopportare certi ritmi ancora per molto, ripreso dalle notti in bianco a red bull e patatine, ripreso dalla rabbia di non poter dare il meglio e non mettersi mai veramente alla prova fino in fondo.
E nel frattempo assistere a grottesche beghe da cortiletto sulla tavola rotonda di Lucca, vedere gente che crede che la qualifica di professionista gli si appiccichi addosso per osmosi, basta accompagnarsi a qualcuno che il suo lavoro almeno prova a farlo e vedere case editrici remare contro se stesse senza aver cura dell'unica risorsa che anno, ossia gli autori.
Ecco, poi arriva Lucca a strapparmi da giornate passate tra me, il pc e il tavolo luminoso, con le sue millemila persone variopinte, con i miei amici e compagni di avventura e con tutto l'allegro baraccone del fumetto.
E allora penso che ne varrà sempre la pena se poi a fine serata dopo la pioggia, lo stress, la stanchezza e gli scazzi e le delusioni si rimane sempre noi.Noi, ai quali basta guardarsi negli occhi (oltre le occhiaie) e trovare esattamente lo stesso sguardo, l'unico in cui sai riconoscerti.
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eeeee....fine!!!
Sono quasi le due di notte, oggi pomeriggio ho disegnato l'ultima tavola di Valter Buio, non ho il benchè minimo birciolo di sonno, e domani ho intenzione di dormire un numero spropositato di ore.
Mi sembra un bel programma, no? :)
Nell'ultimo mese e mezzo ho fatto davvero gli straordinari, non che non ci fossi abituato, ma il fatto di essermi imposto una maggior cura del dettaglio in quest'ultimo lavoro( che poi non so se si noterà o meno) non ha certo facilitato l'andar di corsa.
Mi sono tanto sentito come quando ho disegnato il primo John Doe, quando il risultato ha superato le mie (basse) aspettative.
Mi è dispiaciuto disertare le fiere di Mantova e Terni, ma ero proprio sul filo di lana per la consegna e le tempistiche non potevano tollerare ritardi di alcun tipo.
Prima che me lo dimentichi devo ringraziare un bel pò di persone che sono state essenziali alla mia salute psico-fisica , coccolandomi, obbligandomi a mettere il naso fuori di casa, ricordandomi di cenare, nonchè un valido aiuto concreto quando ventiquattr'ore non sarebbero mai bastate.
In ordine sparso: Sabrina( che non so più come dirglielo che ha la stoffa per far tutto quel che vuole), Luca ( amico e compagno di fiere), Fabrizio (the next big thing, ed è ora che se ne accorgano tutti) , Bea ( che non mi molla mai un secondo e non sa quanto mi fa bene) e Alessia ( proprietaria di un tavolo luminoso che scalda come due soli rossi di krypton che mi ha salvato il culo quando il mio è defunto)...
Detto questo vi rimando la prossimo post per un paio di anteprime e un appuntamento da non perdere!
Mi sembra un bel programma, no? :)
Nell'ultimo mese e mezzo ho fatto davvero gli straordinari, non che non ci fossi abituato, ma il fatto di essermi imposto una maggior cura del dettaglio in quest'ultimo lavoro( che poi non so se si noterà o meno) non ha certo facilitato l'andar di corsa.
Mi sono tanto sentito come quando ho disegnato il primo John Doe, quando il risultato ha superato le mie (basse) aspettative.
Mi è dispiaciuto disertare le fiere di Mantova e Terni, ma ero proprio sul filo di lana per la consegna e le tempistiche non potevano tollerare ritardi di alcun tipo.
Prima che me lo dimentichi devo ringraziare un bel pò di persone che sono state essenziali alla mia salute psico-fisica , coccolandomi, obbligandomi a mettere il naso fuori di casa, ricordandomi di cenare, nonchè un valido aiuto concreto quando ventiquattr'ore non sarebbero mai bastate.
In ordine sparso: Sabrina( che non so più come dirglielo che ha la stoffa per far tutto quel che vuole), Luca ( amico e compagno di fiere), Fabrizio (the next big thing, ed è ora che se ne accorgano tutti) , Bea ( che non mi molla mai un secondo e non sa quanto mi fa bene) e Alessia ( proprietaria di un tavolo luminoso che scalda come due soli rossi di krypton che mi ha salvato il culo quando il mio è defunto)...
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la notizia rimbalza ormai fra blog e forum, con un generale e per niente mal celato disappunto per le scelte editoriali...
Ognuno ha comunque le sue ragioni.
Io penso solo al giorno nel quale dopo aver letto un articolo su "scuola di fumetto" mi sono ritrovato fra le mani il primo numero di j.d.
La prima vera novità che veniva fuori dopo anni di albi Bonelli.
Ricordo perfettamente che mentre lo leggevo capivo che si stava aprendo una porta nuova e che, forse , non era un obiettivo così irraggiungibile.
Se poi ho fatto le valigie e me ne sono andato da Catania, se mi sono fatto il culo per tre anni alla scuola di fumetto, se ci ho creduto così tanto da rischiare di sacrificare amori e amicizie, se poi ho iniziato a lavorarci davvero con il fumetto...ecco...lo devo a quel giorno e a quel numero uno.
John Doe oltre ad essere una serie innovativa e bla,bla,bla...ha molti più meriti di quanti gliene si attribuiscano.
Sarà banale, lo so, ma il merito di aver realizzato a vent'anni di distanza il sogno di un undicenne bloccato a letto con una gamba rotta per tutta l'estate è impagabile.
E bisogna rendergliene giustizia.
Ognuno ha comunque le sue ragioni.
Io penso solo al giorno nel quale dopo aver letto un articolo su "scuola di fumetto" mi sono ritrovato fra le mani il primo numero di j.d.
La prima vera novità che veniva fuori dopo anni di albi Bonelli.
Ricordo perfettamente che mentre lo leggevo capivo che si stava aprendo una porta nuova e che, forse , non era un obiettivo così irraggiungibile.
Se poi ho fatto le valigie e me ne sono andato da Catania, se mi sono fatto il culo per tre anni alla scuola di fumetto, se ci ho creduto così tanto da rischiare di sacrificare amori e amicizie, se poi ho iniziato a lavorarci davvero con il fumetto...ecco...lo devo a quel giorno e a quel numero uno.
John Doe oltre ad essere una serie innovativa e bla,bla,bla...ha molti più meriti di quanti gliene si attribuiscano.
Sarà banale, lo so, ma il merito di aver realizzato a vent'anni di distanza il sogno di un undicenne bloccato a letto con una gamba rotta per tutta l'estate è impagabile.
E bisogna rendergliene giustizia.
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