
Sono sempre in quattro o cinque.
Ferme li all'angolo sotto il lampione.
Non c'è pioggia o freddo che tenga.
Se mi voltassi in questo momento son quasi sicuro di riuscire a vederle, qui dalla mia stanza dove ogni giorno disegno e guardo il mondo un pezzetto alla volta.
"Fanno la vita", si usa dire - più che altro sopravvivono, dico io -
Le sento litigare, contrattare, più raramente ridere fra loro. Ma capita anche questo.
Tornando a casa, un paio di sere addietro non riuscivo a trovare un parcheggio, che la macchina del protettore di turno era ferma a motore acceso e ne occupava tre di traverso.
Tre volte il giro del quartiere, tre volte passo davanti a loro.
Poi il - si chiamiamolo col suo nome - pappone va via e posteggio proprio accanto ad una di loro.
-Ciao Amore,vuoi divertirti stasera?costo poco! -
scuoto la testa,e garbatamente con un sorriso rifiuto l'invito a un quarto d'ora di felicità a basso costo.
Vado verso casa e mi accorgo di aver lasciato il cellulare in macchina.
Torno sui miei passi e lei mi supera a braccetto con un cliente facendomi ciao-ciao con una mano da bambina ed un sorriso indecifrabile e bello sul viso.
Questa sera sono tornato tardi. Di loro - le solite quattro\cinque- nessuna traccia.
E
questa sera che mi vede con trent'anni e qualche giorno in più penso che possa anche essere tempo di bilanci e valutazioni.
C'è la signora grassa di salingeriana memoria con cui fare i conti oggi e non credo che uscirò poi cos' tanto indenne dallo scontro.
Che quella voce del bilancio sempre in rosso non è mai la famiglia,gli amici, gli amori e gli affetti e si, neanche il lavoro.
Scritto in rosso come un brutto voto sul registro del bilancio annuale c'è scritto:ME.
poi penso a lei che mi fa ciao-ciao con la mano.
chissène.
c'ho ancora un altro giorno per inizare a trattarmi meglio.