places I've never been
11
La sveglia puntata per le sette meno un quarto, lo zaino semivuoto già pronto.
Ti addormenti agitato pensando all'indomani, al primo giorno di scuola , alla prima media.
Nè mamma nè papà ad accompagnarti ma uno scalcinato pulmino azzurro stoviglia e visi sconosciuti e potenzialmente minacciosi stipati li dentro.
Tu sali lo stesso -impavido o incosciente - forte di un pacchetto di caramelle da offrire a chi lo voglia, ottima merce di scambio per un amicizia, secondo tua mamma.
Dentro la pancia di quel trabiccolo un umanità varia di ragazzi grandi - grandi - e bambini e coetanei.
Ti fai largo, prendi posto. Due gemelli grossi almeno il triplo di te baccagliano da un lato, il simpaticone del gruppo racconta la sua migliore barzelletta, e le ragazze -le ragazze- spandono nell'aria profumi per te nuovi e sorridono di un bianco ancora immacolato.
Nella stessa tua fila , un paio di sedili più avanti dei capelli ricci, corti, ma non da maschio. Li noti subito e poi archivi.
Dopo è tutto un raccontarsi, anzi , inventarsi le vacanze con gli amici ,scegliersi il compagno di banco e ridere dei nuovi professori e dei compagni più sfigati di te. Quasi non ti accorgi che quei capelli ricci, corti ma da ragazza e quelle lentiggini -archiviato pure questo - ti hanno seguito fin dentro la classe.
La campanellla suona e presto ti ritrovi di nuovo sul pulmino.
Dentro, tu e lei solamente, che ancora i ragazzi del liceo hanno lezione. La guardi e con tutto il coraggio di cui un undicenne è capace le dici "ciao".
Al momento di scendere giù il secondo ciao scivola via con una naturalezza che ti fa sentire improvvisamente grande e più sicuro di te. La porta si chiude alle spalle. Ti giri per scoprire se per caso ti guarda.
Ma l'ombra del pulman ti ha già superato e il sole di settembre non è mai stato così clemente su di te.
E poi sarà il cineforum e il doposcuola insieme , le telefonate e gli inviti a casa,le gelosie con il migliore amico, le feste ed il primo lento, le canzoncine stupide da gita ed i disegni per lei(e i Goonies, La Storia Infinita e Jovanotti con Ciao Mamma).
E poi?
e poi sarà il primo bacio. Piccolo, leggero , poggiato appena sulle sue labbra. Sarà dire per la prima volta ad un altra persona che le vuoi bene.
Pensarai spesso negli anni a quel particolare periodo ,quando così piccolo ti portavi addosso quelle emozioni così grandi. E a volte vorresti tornare indietro.
Adesso hai trent'anni. E una vita che ti ha portato nella maniera più improbabile qui dove sei. E mentre lavori la tua memoria vigliacca tira fuori dagli archivi un immagine - un frame - un disegno , identico a quello che stai facendo, nato dalla mano di un undicenne e ormai perso chissà dove.
Era un fumetto, un modo originale per dirle che ti piaceva.
E allora sì che vorresti tornare indietro.
Anche solo per sentire un ultima volta il sole di settembre sul tuo volto.
Quel sole clemente come mai più lo è stato, mentre lei si allontana e l'unica cosa che riesci a distinguere nella luce è il suo sorriso.
the first of many more to come

Denti serrati e mal di testa.
L'ultima settimana è passata così , tra una tavola e l'altra.
Mi sposto con matita e china tra Napoli, Torino e l'Africa ma rimango sempre qui stuck in the middle.Gli occhi bruciano e le giornate sembrano avere troppe poche ora a disposizione per viverci dentro.
Tengo il conto dei giorni,pianifico il lavoro e programmo le pause, che quest'anno a Natale sarò figlio, nipote, fratello e zio e voglio farlo senza riserve e senza scuse.
E nel frattempo piccole meraviglie, minimi prodigi ,accadono.
Vedere le strade spianarsi davanti al destino delle persone più care, trovarsi a ringraziare in silenzio persone alle quali mai avresti pensato di essere grato. Scoprire che la polvere non ha intaccato per niente quei meccanismi che al volgere di una giornata di lavoro gomito a gomito ti portano ad avere lo stesso respiro, la stessa stanchezza, e non sentirla per niente.
E viene a galla - piano -la voglia di piumoni troppo grandi e di colazioni a letto, di pelle e risate nuove e mai sentite, di giornate pigre ed indolenti.
Voglia di altre storie,altri luoghi e di un miglior narratore.
per ricordare che questo è il blog di un disegnatore
Standing in the shadows at the end of my bed
non è serata per stare in casa.
un giro in macchina a far prendere aria ai pensieri lungo giusto il tempo di un cd - KID A - dei radiohead.
Niente donnine da marcapiede in giro .Si son fatte furbe e attendono alla fermata del bus. Non il bus ovviamente.
Abbasso il finestrino.Faccio entrare aria fredda.
e mi accorgo di stare girando in tondo.Ad un certo pensiero -intendo- ovvero se certi rapporti debbano avere dei limiti e se sia giusto porli.
O se i limiti siano intrinseci alle persone e non al rapporto.
Mi chiedo se il mio aver cura di un qualcuno sia legato all'autocompiacimento del sapere che quel qualcuno ha bisogno di me e se questo intacca il valore in se del gesto.
Mi chiedo anche quale possa essere il senso del proteggere gli altri da cose che a mio giudizio possano far male,ed in ultima analisi da me stesso.
mi fermo ad uno stop. e mi rispondo.
che le insicurezze colmate restano tali e non per questo diventano sicurezze,ma che è anche giusto che sia così.
che forse si ha il diritto di star male ed il dovere di far stare male.
che l'unico modo per proteggere è afforntare insieme le cose e che spesso si ha paura ad affrontare per primi se stessi.
49 minuti e 51 secondi
il disco fa click e vedrete tra un po' si fermerà!
Ma aspettate e un'altra ne avrete...
C'era,una volta il cantastorie dirà,
e un'altra favola comincerà ...
something strange in the neighbourhood
Sono sempre in quattro o cinque.
Ferme li all'angolo sotto il lampione.
Non c'è pioggia o freddo che tenga.
Se mi voltassi in questo momento son quasi sicuro di riuscire a vederle, qui dalla mia stanza dove ogni giorno disegno e guardo il mondo un pezzetto alla volta.
"Fanno la vita", si usa dire - più che altro sopravvivono, dico io -
Le sento litigare, contrattare, più raramente ridere fra loro. Ma capita anche questo.
Tornando a casa, un paio di sere addietro non riuscivo a trovare un parcheggio, che la macchina del protettore di turno era ferma a motore acceso e ne occupava tre di traverso.
Tre volte il giro del quartiere, tre volte passo davanti a loro.
Poi il - si chiamiamolo col suo nome - pappone va via e posteggio proprio accanto ad una di loro.
-Ciao Amore,vuoi divertirti stasera?costo poco! -
scuoto la testa,e garbatamente con un sorriso rifiuto l'invito a un quarto d'ora di felicità a basso costo.
Vado verso casa e mi accorgo di aver lasciato il cellulare in macchina.
Torno sui miei passi e lei mi supera a braccetto con un cliente facendomi ciao-ciao con una mano da bambina ed un sorriso indecifrabile e bello sul viso.
Questa sera sono tornato tardi. Di loro - le solite quattro\cinque- nessuna traccia.
E questa sera che mi vede con trent'anni e qualche giorno in più penso che possa anche essere tempo di bilanci e valutazioni.
C'è la signora grassa di salingeriana memoria con cui fare i conti oggi e non credo che uscirò poi cos' tanto indenne dallo scontro.
Che quella voce del bilancio sempre in rosso non è mai la famiglia,gli amici, gli amori e gli affetti e si, neanche il lavoro.
Scritto in rosso come un brutto voto sul registro del bilancio annuale c'è scritto:ME.
poi penso a lei che mi fa ciao-ciao con la mano.
chissène.
c'ho ancora un altro giorno per inizare a trattarmi meglio.
di Lucca, aspettative e compleanni
C'è stata Lucca.
Se ne è già parlato abbondantemente in giro tra i blog di come sia stata piovosa, caotica, soffocante e disorganizzata...quindi io no parlerò di questo.
Parlerò invece dei compagni di avventura -che non si intimoriscono di fronte ad un viaggio in macchina passato cantando "rotta per casa di dio", delle due bottiglie di Montenegro e dei postumi, dell'aspettare alla stazione - cappuccino in mano - un' amica presumibilmente infreddolita ed intimorita, di quanto sia bello che disegnare alle fiere inizia a diventare un vero appuntamento al quale molti visi ormai conosciuti e amici non mancano di presentarsi, delle notti passate a sentir parlare nel sonno cercando nel frattempo di non svegliare troppo qualcun'altro.
E poi ci sono state tante chiacchere - anche lavorative - tanti se, ma , e vi faremo sapere.
C'è stato lo stupore - che è sempre una conferma - di trovarsi davvero bene con certe persone e con altre ancora di più e nonostante tutto.
E poi ci sono stati i 30.
Anni intendo.
Si lo so,adesso ho tutto il diritto di lamentarmi e sentirmi vecchio d'altronde i capelli bianchi quelli già ce li ho.
Ed anche questo è stata una sorpresa perchè avevo tutti insieme nello stesso posto affetti, amici e colleghi.
E mi sono sentito a casa.
3.25
C'è uno spazio bianco tra una vignetta ed un altra.Un battito di ciglia,un respiro preso.
Uno rilasciato.
Ed in mezzo grafite grattata su carta e fiumi di inchiostro.
Spazio di gesti compiuti e movimenti di camera, dove i personaggi riposano tra una battuta, una scazzottata un campo lungo ed uno americano
Ed è sempre in questo spazio che il lettore ci mette del suo, che unisce, fonde e trasforma parole e segno grafico e diventa - finalmente - attore.
E non sto parlando di fumetti.
o meglio,non solo
nerdità
chè noi disegnatori non siamo mai contenti...








o almeno io non lo sono mai...quelle postate sono tavole da John Doe 55,Unità Speciale 2,Trapassati inc. ed un libero...riguardandole,non mi sembra di vedere un unico processo evolutivo del tratto,ma piuttosto un procedere a balzi.
Ora,so benissimo che io me la gioco molto conl'inchiostrazione ,da quella più classica e tratteggiosa del primo J.D. a quella più accademica e pulita di U.S. ,poi un salto a piè pari alla ricerca delle sporcature e di un segno più grafico per poi fare mezzo passo indietro e due di lato con l'ultimo lavoro...
Ecco...sono un pò disorientato...diversi approcci per diverse cose che mi piacciono tutte allo stesso modo...e adesso???
Vorrei trovare una cifra stilistica mia o quantomeno che posso col tempo farla diventare davvero mia,in modo da semttere di pensare allo "stile" e dedicarmi davvero di più la disegno che sta sotto,che è quello nel quale alla fine sento le maggiori carenze...
ok vengo al dunque,tutte questo per dirvi:
Voi?che ne pensate?
chè io sono di parte e ogni tavola è un piezz' e core
pandameme
Narni(a)
Ci sono giorni, anzi luoghi, nei quali essere un tizio che fa i "giornaletti" non ti fa sentire come un pesce fuori dall'acqua. Anzi,è proprio il contrario. Sono i visitatori occasionali, gli accompagnatori di fidanzate\i, i genitori ad essere quelli "fuori posto"...
In somma è sempre un grandissimo piacere incontrare quelle amicizie createsi disegnando fianco a fianco, e mettersi a disposizione del pubblico per ogni tipo di disegno...da john doe(classico!) a Ultron(e chi è????mah...).
Con la fiera di Narni inzia il ciclo delle fiere di fumetto invernali,ed io a questa ci sono legato in modo particolare(vedi qui)...se poi ci aggiungiamo un David Lloyd più rubicondo che mai e sempre disponibilissimo,il divertissment tra Massimo Carnevale e Corrado Mastantuono che sfornavano a cena "falsi d'autore" meravigliosi, il quadro è completo....
bhe...se Narni segna l'inizio allora si inizia alla grande!
Annunciazione,annunciazione
wedding report side A\B
-disclaimer- se volete leggere l'altro punto di vista della vicenda andate qui
-SIDE A-
Sveglia la mattina presto, colazione al bar,il vestito buono portato da Catania per l'occasione e poi in macchina fino a Teramo.
Si arriva all'albergo,che poi chiamarlo albergo è riduttivo, pranzo in paese e pronti per la cerimonia.
Tutto liscio(più o meno, vedi qui) fino ad ora,no?nessuna tensione,no? nessun pensiero, giusto?
Giusto.
La Chiesa gremita,loro due già all'altare,tutto sotto controllo.
E no,invece no...niente sotto controllo...che quello che sta per sposarsi è uno dei miei migliori amici.
E mica è facile da gestire stà cosa!!!
Punto primo: lui è il capostipite di quella che sarà una lunga serie, presumo, di amici che faranno il grande passo...e questo mi fa pensare di avere anche io un etichetta con la scadenza da qualche parte...ma non è questo il punto -of course- .Il pensiero va più che altro a come cambiano i rapporti e la percezione degli stessi...al fatto che è arrivato il momento di fare le scelte "da grandi" e che grandi in fondo non ci sentiremo mai.
Punto secondo:Il pianto. ok, a questo non ero pronto...l'occhio lucido delle presenze femminili intorno non è stato d'aiuto...no no...per niente...non sono valsi a niente gli sforzi, il pensare che in fondo al matrimonio dei miei fratelli non mi sono commosso più di tanto...qui è diverso...lui,lei...loro insomma...loro sono "uno" di noi...ecco a questo pensiero ho ceduto anche io, vogliate perdonarmi.
E a guardarli poi, scendere dalle scale della Chiesa ,non pensavo come ho fatto nei mesi passati, che per sposarsi ci vuole tanta sicurezza, molta serietà, pensare la vita da adulti...no no...è come per tutte le altre cose della vita "vere"...è un salto,un tuffo,un volo...solo che questo lo si fa in due e per ogni giorno della vita...
e mentre gli sposi scendono gli scalini e si accorgono di noi laggiù ad aspettarli, mentre io alzo la mano col saluto trekkie e lo sposo risponde allo stesso modo, penso che no, in fondo non ci sentiremo mai grandi abbastanza per smettere di prenderci poco sul serio, per cazzeggiare,bere birra e parlare di fumetti e telefilm come fossero trattati di filosofia...mai grandi abbastanza per smettere di essere amici...
-Side B-
Sul lato B dei dischi di solito ci sono le chicche dell'album, e le chicche di questo matrimonio sono iniziate con Bea che decide di cimentarsi in una scena degna di Carrie&Co. strappando lo spacco del vestito e rifugiandosi in casa di una simpatica vecchina abruzzese e ricucire il danno fatto salendo in macchina nel bagno della suddetta vecchina.Il tutto tra gli sguardi curiosi increduli e divertiti degli astanti.
La seconda chicca è il ristorante.Ogni tavolo il titolo di un libro e ad ogni posto un bigliettino con una citazione da qualche film.
Le terza(dalla quale in poi perdo il conto)è il momento in cui gli sposi arrivano al ristorante...parte la musica:Star Wars...io non avrei saputo pensare di meglio!!!
Ovviamente il cibo era ottimo. Ovviamente il vino scorreva a fiumi.
Ovviamemente...siamo finiti a cantare l'inverosimile al Karaoke monopolizzando l'intrattenimento della serata...
Ovviamente è stato bellissimo!
-Ghost Track-
Ogni buon disco ha anche una traccia nascosta...ed in questo caso sono un groviglio di sentimenti ed emozioni...non posso che augurarvi il meglio del meglio per voi, ragazzi, perchè se c'è qualcuno che se lo merita siete voi...
Un ultimo pensiero per Gianluca:
questo è il momento per prendere carta e penna e scrivere così:Diario del capitano,data astrale 30\080\2009...il vero viaggio iniza adesso!
quando
...quando tutto quello che fai, è in qualche modo dedicato, ed è la cosa più naturale del mondo.
...quando poi ti viene ricambiato il sorriso che avevi quando quelle cose le facevi.
...quando le parole tradiscono quella paura, magari stupida, di stare semplicemente bene. Troppo.
...Quando qualcuno ti cambia il punto di fuga e pensi che la nuova prospettiva funzioni decisamente di più.
ecco...quando è così è proprio come vorrei stare.
a reminder
If I get old
I will not give in
But if I do
Remind me of this
Remind me that
Once I was free
Once I was cool
Once I was me
And if I sat down and crossed my arms
Hold me until this song
Knock me out
Smash out my brains
If I take the chair and start to talk shit
If I get old remind me of this
That night we kissed and I really meant it
Whatever happens if we're still speaking
Pick up the phone
Play me this song
Se invecchierò non mi arrenderò, ma se lo farò ricordami di questo:
Ricordami che una volta ero libero, una volta ero figo, una volta ero me stesso.
E se mi siederò per terra incrociando le braccia portami fino a questi canzone.
Buttami giù,spaccami la testa,se mi siedo ed inizio a dire stronzate.
Se invecchierò ricordami che la notte in cui ci siamo baciati veramente l'ho sentito, qualsiasi cosa accada se staremo ancora parlando piglia il telefono e suonami questa canzone.
questa canzone,per mille e più motivi è Praga.
decompressione

Sono nella casa dei miei in campagna,nel ridente(!)paesino di Fiumefreddo. Che poi la chiamo casa in campagna ma è a meno di un chilometro dal mare e la campagna che una volta c'era, adesso non c'è più.
C'ho passato in media tutti i mesi d'agosto fino ai 18\20 anni,poi sempre meno tempo,che la fantasia che trasformava l'agrumeto in una giungla e la “lapa”(ape piaggio ndr.)in un astronave non bastava più e gli amici rimanevano in città e io con loro.
Adesso dell'agrumeto non c'è traccia.
Nessun albero di limone.
Niente di niente fino alla casetta in fondo e all'albero che segna il confine...
I miei nipoti che non hanno mai visto come fosse prima,però si divertono lo stesso.
E' un posto strano questo. Qui il tempo ha regole sue precise,scandite dai gesti quotidiani di mia nonna che chiude balconi e finestre perchè fuori il sole brucia e c'è il “foco”.Ci sono i pranzi caotici e le cene in terrazza. Ci sono le stelle,quelle che in città non si fanno vedere, e c'è il mio nascondiglio al riparo dalle poche luci intorno per stare a guardarle fino ad addormentarsi...
Questa casa è sempre stata un luogo franco,un universo “cuscinetto” tra altre realtà.
Una camera di decompressione,ecco...dieci e più anni fa era il luogo in cui si esauriva la coda dell'estate e mi preparava ad un nuovo anno scolastico...e adesso... bhè la differenza è che non vado più a scuola...ora vado,che di sicuro qualche pirata ha sotterrato un tesoro nel giardino e devo trovarlo prima degli alieni,degli indiani e dei cow-boys...
di pulizie, ricordi e altre cazzate...

Si, lo so, normalmente si parla di pulizie di primavera e adesso siamo ad agosto, ma in primavera sono stato troppo occupato ergo: le faccio ora.
E quindi le sorprese nascoste in quegli angoli dimenticati della casa e della memoria saltano fuori adesso,in questa estate lenta e pigra qui a Catania.
E ritrovo queste foto.
Risalgono ad una vita e mezzo fà e sono testimoni,di anni strani e belli. E tristi anche, insoddisfatti,innamorati,a volte non ricambiati. Anni di prime fidanzate e prime sigarette, di grandi amicizie e piccoli dolori.
Testimoni del fatto che, sì,ho avuto i capelli lunghi e assurdi, e che ho tentato di tingerli di viola a Dublino,ma che alla fine sembravo una specie di Mirko dei Beehive castano;che rompevo gli alberi a calci meglio di Chuck Norris(!),che sono stato amico di persone di cui ho perso completamente le tracce e alle quali auguro ogni possibile bene...
E li in mezzo ci sono pure un paio di persone che per quanto male mi abiano fatto inp assato,e per quanto possano aver provato, in un modo o nell'altro, a cancellare anni di amicizia ,in ogni caso sono artefici tanto quanto me di ciò che sono ora...
Si, appunto,dicevo... una vita e mezzo fa.
Adesso ne rimane ben poco,e ciò che rimane è quello che de sempre è stato più importante...
Mi manca, in un certo qual modo ,quella vita, quella persona che in queste foto mi somiglia vagamente,solo un po' meno brizzolata,più giovane e magra.
Manca abbastanza da averne nostalgia, ma non così tanto da volerla di nuovo indietro.
Ho un altra vita.
Altrove.
Ma guardarsi alle spalle di tanto in tanto fa bene.
Perché quella persona, tanto diversa dal te stesso attuale, ha spesso qualcosa ancora da insegnarti.
un bravo ragazzo
Anni fatti di altre vite, altrove, ma che davanti ad una birra scura in un pub poco affollato ,una domenica sera , si ripercorrono facilmente;distanze apparentemente incolmabili, ma stranamente parallele.
Quando è così le parole vengono fuori senza fretta ,ed i silenzi non sono imbarazzo ma solo parole dette in un altro linguaggio.
-Ma guardaci Marco,cinque anni sono tanti...ma io mi sento sempre uguale. Ed in fondo anche tu,pur con quella cicatrice qua sullo zigomo, hai sempre quella faccia da bravo ragazzo che mi ricordavo.
-Questa dici?E' solo per fare il duro e infrangere cuori!!!
-Scemo!ma posso chiederti come...
-Diciamo un incidente di lavoro. Capita...
-Ma sai che ancora non ho ben capito dove lavori?
-Una specie di agenzia di recupero crediti,ma mi sono licenziato...per questo sono tornato qui,vorrei mettermi in proprio.
-Capisco.
Sara invece non capiva, ma non le sembrava vero di aver ritrovato un un amico perduto, e di averlo incontrato per caso sotto casa sua, come se fosse stata la cosa più naturale del mondo.
Le parole continuavano a scorrere placide tra i ricordi e piccole nostalgie.
Parlavano di amori lontani e recenti;di come Marco era quello che piaceva alle mamme delle fidanzate forse più di quanto piaceva alle fidanzate stesse. Di come poi , quando ci si lasciava, faceva di tutto per rimanere amici, ingoiando rospi e cercando di essere sempre presente e disponibile per qualsiasi cosa.
Sara rispondeva raccontando del suo amore nuovo, delle farfalle nello stomaco che non provava da tempo,della certezza che pian piano si insinuava che lui fosse “quello giusto”.
-E di quando stavamo insieme,Marco,te lo ricordi che buffi eravamo?...quanti anni avevamo?sedici?diciassette?
-Tu diciassette, io diciotto a novembre e mi chiedevi sempre di prestarti quel maglione che ti piaceva tanto ed io non volevo perché ne ero geloso.
-Hei!!!Ma ti ricordi tutto tu?
-E come potrei dimenticarlo,mi hai lasciato tu!!!
-Dai,è storia vecchia ormai,e non mi è sembrato che tu ci avessi sofferto poi così tanto all'epoca...
-Ma io sono sempre un bravo ragazzo,Sara. Io sono quello che i rospi li ingoia...
-Già, tu fai parte della schiera dei buoni-
Alla sua faccia da bravo ragazzo,a questo pensava Marco mentre tornava a casa.Un ultimo lavoro da finire ancora. Pensava al fatto che in fondo lui era sempre stato al suo posto, ubbidiente. Mai un colpo di testa da definirlo veramente tale, mai una pazzia vera.
E un po' se ne dispiaceva.
Forse era colpa della sua educazione, forse era solo la sua natura. Di tanto in tanto sentiva che qualcosa,da qualche parte mancava ed allora pensava sempre a quei giochini dei giornali di enigmistica.
Quelli nei quali ci sono due immagini apparentemente identiche ma con sette particolari differenti.
Lui,ne trovava sempre e solo sei, e si sentiva tanto come quel settimo particolare sfuggente.
Il flusso dei pensieri venne interrotto dall'improvviso rumore sordo dell'ultimo osso che finalmente cedeva.
Riposti ,con meticoloso ordine nel bagagliaio , gli ultimi sacchi di plastica nera con dentro quello che rimaneva del corpo di Sara,
Marco pensava ,
che si,
in fondo
era davvero un bravo ragazzo.
pinuppola

Anche nella calura estiva qualche disegnino lo si fa lo stesso...e questo è decisaente più piacevole del solito!
U.S.
Oddio,le ingenuità ci sono eccome,anzi, sarebbe stato strano se non ce ne fossero state...
Sulla copertina,e sulla storia,non entro in merito, molto è stato già detto in proposito nel bene e nel male...posso solo dire che forse l'impianto delle sceneggiature risente di un influenza e una scansione temporale tipica della televisione,ma è un retaggio che nei prossimi numeri si sentirà sicuramente sempre meno.
Quello che forse manca a questo secondo numero è un po' d'azione,ma nei prossimi, da quello che ho visto dagli spoiler fatti dai miei colleghi ce ne saranno delle belle e si girerà un po' il mondo...
Ri-out now
mi dicono che si sta iniziando a trovare nelle edicole...qui in Siculonia ancora non si trova...bhè,fatemi sapere!!!
as the indian summer of my remembrance settles on my bones

Casa.Oggi si parte per casa.Poco più di un mese tra odori e sapori "miei" e come al solito-appena arrivato- quello che mi colpirà sarà la luce diversa che c'è lì.
E se non ci sei mai stato non lo puoi capire quanto è diversa.
Vedere il mondo a colori dopo un inverno di bianco e nero.
everything in its right place
-parole,parole,paroleeeeee
Ascoltami
parole,parole,paroleeeeee-
Ti prego
canta lei ad occhi chiusi, sorriso sulle labbra. Lui guida e la guarda di tanto in tanto, divertito.
-Uh,ma non si può neanche cantare ora?
-No,no fai pure,figurati, ma posso sorridere almeno?
-E non mi prendere in giro!!!
-Non mi vorrai togliere pure questo diritto oltre all'udito,vero?
-Scemo!!!
-No,scema tu!!!
-Pensa alla strada, và...
-Va bene,va bene,mi arrendo...
Fuori non è ancora primavera e non più inverno,ma fa caldo abbastanza da far arrotolare le maniche alla camicia e dimenticare a casa il giubbotto e non tornare su a prenderlo.
-Dimmi un po',ma com'è che si sta dall'altra parte del mondo?è davvero così come si dice?
-E com'è che si dice?
-Ecco...diverso...
-Certo, di esserlo, lo è diverso, e anche tanto...ma è una diversità che ti si cuce bene addosso e dopo un po' non te ne rendi neanche conto, e tutte quelle luci al neon,quelle insegne e la gente che cammina tutta in fila ed in ordine diventano normali, quotidiani, anzi, familiari...
-Il rischio è poi di non saper più stare bene qui,dove tutto è normale
-Ma lo è molto meno che dall'altra parte,te lo assicuro!!!
-E' bello vedere che stai bene,sai?me lo sono chiesto spesso in questi mesi...
-E tu invece?come te la sei passata qui?
-Bene,tutto sommato bene,non posso certo lamentarmi!ma come sempre non è stato facile all'inizio.
-All'inizio niente è semplice...
-Certo,dopo può solo complicarsi!!!
-Te l'ho già detto che sei scemo?
-Si,tutte le volte!
Lui ferma la macchina ed esita a togliere la chiave da quadro,gli è sempre piaciuto quell'attimo prima di salutarsi, prima di vederla entrare nel portone di casa. Gli sembra sempre che in quel momento possa succedere qualcosa di unico e raro.E lei questo lo sa.
-Dai scemo,vieni qui-dice lei.
Lui la guarda e sorride,sapeva anche lui che l'avrebbe detto.
E si abbracciano.
La memoria dei corpi non fallisce e il viso trova subito quella piccola conca tra il collo e la clavicola,fatta apposta per depositarci un bacio e lasciarlo lì,per quando ne hai bisogno.
Gli odori e il sapori non cambiano, nonostante la strada percorsa lontani l'una dall'altro.
Il tempo e i chilometri vengono sciolti in un abbraccio e in un occhio un po' lucido al momento di separarsi.
-Bentornata-dice lui.
E all'improvviso ogni cosa và finalmente al suo posto. Sembra come se ogni dettaglio fuori fuoco fosse inquadrato perfettamente: nessuna discrepanza,nessuna incertezza.
E' una questione di riconoscersi ,al di là di ogni definizione di rapporto,ed in questo atto di riconoscimento,appartenersi.
Perfetti così, forse, non lo sono mai stati.
oggi mi sento così
e grazie come al solito al Panda e a Giacomo...interpretano il mio stato d'animo alla perfezione...
se vi capita,e vi consiglio di farlo capitare,spulciatevi il blog di Pandalikes...a parte l'ovvia pucciosità del personaggio ci sono delle chicche e dei colpi di genio mica da ridere...e poi fa impazzire tutte le ragazzine!!!
nuovo coinquilino!!!

dite ciao a Tavoletta!!!!
CIAAAAO TAVOLETTA!!!!
ok,è il caldo,decisamente...comunque è davvero uno strumento rivoluzionario,fin'ora l'ho usato per delle semplici correzioni sulle tavole,ma ha delle potenzialità infinite...
se volete saperne di più il link è:Questo
ora vado che Tavoletta mi chiama...
gironzolando
Gente interessante,che scrive bene e di cose intelligenti...ed è raro.
Così vi riporto un pezzo di una cosa scritta a tre mani(come dice Digito) da Baol e Digito che, devo ammetterlo ,mi ha emozionato,eccola qui:
Certe donne, noi altri, ce le dimentichiamo quasi subito.
Altre, invece, ce le ritroviamo ogni notte ai piedi del letto,
che ci guardano dormire, anche quando non ci sono più. E magari
da un bel po'.
Certe donne, poi, ci hanno scavato dentro come un uomo non potrebbe
mai e poi mai scavare in una donna. Perché, certe donne, sono qualcosa
di imprescindibile.
Certe donne, con le braccia scoperte, ci richiamano infanzia. Che a
guardarle da dietro sembrano non finire mai. Che noi, in certi occhi
così profondi, ci si perde come bambini. Anche se poi, non lo ammettiamo
mai.
Certe donne sono il primo pensiero di ogni giorno, anche se poi è un giorno
fottuto. Che quando le cose vanno male le chiamiamo per nome e le amiamo per
come sono. Loro, non noi. Che, quando arriva la sera, è sempre meno male che
arriva la sera.
Certe donne, ad abbracciarle, ci si sente rinati. Con quel profumo naturale
che scende dal collo. Lo stesso profumo che poi ci perseguita, quando non
sono con noi e ci fa impazzire quando non sono più con noi. Certe donne, per
motivi che a noi sfuggono sempre, accettano in modo silenzioso e spontaGneo di
fare un pezzo di strada con noi. Eppoi, quando se ne vanno, per noi niente è
più come prima.
Certe donne, a guardarle bene, le sposeresti al primo bacio e al primo abbraccio.
Poi, quando ci fai all'amore, preghi ogni santo che non ti faccia cambiare mai.
Che quando poi l'abitudine viene c'è qualcosa che sviene ma, quando poi siete
lontane, non ci fate dormire più.
Così mi disse l’amico mio
Ed io ribattei a mia volta:
“Le donne sono sogni
che si sognano più di una volta;
sono profumi che torneranno
alle narici, alla memoria
lasciandoci ancora storditi
come all’inizio di ogni storia.
Le donne sono grammatica,
punteggiatura del nostro romanzo,
sorriso intrigante di una cena
risata squillante dell’ora di pranzo.
Le donne sono un rifugio
Dove non c’è sofferenza e paura
Fatto di abbracci e carezze gentili
Dove scordiamo qualunque sventura;
spesso sono anche dolore
unghie sull’anima lacerata
parole taglienti sui nostri sogni,
fiori recisi da lama affilata.
Le donne sono il nostro destino
Il tutto ed il niente dell’esistenza,
tasselli di un solo mosaico,
voci silenti della coscienza.
Le donne sono sguardi leggeri
a scardinare la resistenza rimasta,
loro tutto questo lo sanno
ed a noi, in fondo, ci basta”.
i responsabili del mio picco glicemico sono linkati nella colonna a lato
Un'altra perla,ma stavolta di saggezza bambina è "lo fa anche Baricco"
Blog di una logopedista nel quale racconta le esperienze con i suoi piccoli pazienti, scritto in maniera decisemente carina ed originale...senza tralasciare il fatto che si rimane stupiti di come ogni volta,la logica semplice e profonda e saggia di questi bimbi che si scontrano con un limite ha un effetto disarmante sulla vita di noi che ci consideriamo adulti.
l'ora è tarda,volevo scrivere altro,ma passo oltre...domani si lavora!
trallallero...

oggi è andata così...niente lavoro e tanta nullafacenza.Non è che mi lamenti,anzi!Mi son fatto due calcoli ed è da marzo 2007 che non sto realmente fermo, e questo è un bene.Ma adesso,complice l'afa romana, mi sento, come dire...un pò stanchino?
ecco perchè oggi ho fatto un giro tra i blog di gente interesante,ho aggiornato la libreria dell'ipod,cambiato i cuscinetti ai pattini,mi sono steso sul pavimento all'ombra ma guardando uno spicchio di cielo azuuuuuuro,non ho fatto i piatti e non ho pulito la stanza,ho sitemato il divano in posizione da playstation(aspettami che arrivo!),ho pensato ai cavoli miei,ho dato una lezione di ironia,ho dormito dove come e quando ne avevo voglia,sono rimasto fermo a farmi incantare dal frinire delle cicale facendo finta di abitare in campagnia e non sulla Togliatti...il tutto senza pensare che con molta probabilità stasera mi arriveranno altre pagine di sceneggiatura e si ricomincerà...
...ozio...ahhhhhh...:)
EDIT:mi ero proprio dimenticato di segnalarlo...l'immagine lassù è il Panda di Keison...trova le sue strip su:http://pandalikes.blogspot.com/
sorry Giacomo,ho rimediato!
memesexual

prendo questa patata bollente cedutami da Bea a parto con questo meme:
Quali sono le 5 cose che un uomo(o una donna) non deve mai fare per non causare un crollo della libido?
solite regole.
- purtroppo mi vedo costretto a citare lo stesso punto di Bea.Non sono così antifumo,ma non potrei mai baciare una donna-posacenere.
bho,mai?probabilmente... - Restando in tema di bacio,a meno che non si sia con l'ormone già in circolo non potrei tollerare una ragazza che si avvicina per baciarmi già con mezzo metro di lingua fuori dalla bocca.Forse a sedici anni.
Un bacio è prima :labbra. E poi ancora labbra. Dopo ,a seconda delle situazioni e dei casi, lingua.
Sicuro?si,si,quasi... - Ecco,non devo trovarmi addosso metà del trucco che lei aveva in faccia.No.Molto meglio una ragazza in pigiama,coi capelli arruffati e le caccoline negli occhi.Molto più sexy.
Sono sicuro.E se magari indossa pure una mia maglietta nerd ancora di più.
3 bis. Lo stivale. Questa qui se qualche donzella me lo spiega mi risolve un dilemma.
Se dopo una serata in discoteca con questo caldo boia,tu Donna, che balli con lo stivale al ginocchio e conosci un tipo interessante, decidi che è abbastanza interessante da approfondire la conoscenza la sera stessa:con quale coraggio ti sfili gli stivali davanti a lui?Eau de camembert?
eh già...anche le donne non mi possono puzzare prima... - non mi è mai capitato,ma penso che finirebbe in risate se incontrassi una ragazza che vorrebbe essere trattata male o insultata.
Per esempio:
Lei:dai, si! dimmi le parolaccie!!!!
Io:Ma sei scema????
Lei:No,più sporche!!!!!
ecco.Non funzionerebbe.già rido. - Biancheria intima dozzinale.No,non per forza pizzi e merletti e trasparenze varie.Anche gli slip dei Peanuts vanno bene!
e mi sono mantenuto sul casto e vago,che anche i miei passano da queste parti:saluta mamma e papà Andrea!!!
ok a chi lo passo?i soliti...Matteo,Luca,Giacomo,Serena,Cristina
my own eyes
Doomed
Pick your pockets full of sorrow
And run away with me tomorrow
June
We'll try and ease the pain
But somehow we'll feel the same
Well, no one knows
Where our secrets go
I send a heart to all my dearies
When your life is so, so dreary
Dream
I'm rumored to the straight and narrow
While the harlots of my perils
Scream
And I fail
But when I can, I will
Try to understand
That when I can, I will
Mother weep the years I'm missing
All our time can't be given
Back
Shut my mouth and strike the demons
That cursed you and your reasons
Out of hand and out of season
Out of love and out of feeling
So bad
When I can, I will
Words defy the plans
When I can, I will
Fool enough to almost be it
And cool enough to not quite see it
And old enough to always feel this
Always old, I'll always feel this
No more promise no more sorrow
No longer will I follow
Can anybody hear me
I just want to be me
When I can, I will
Try to understand
That when I can, I will
Abbastanza stupido da esserlo davvero
Figo abbastanza da vederlo appena
Condannato
Prendi le tasche piene di dolore
E scappa via con me domani
Giugno
Ci proveremo e allevieremo il dolore
Ma ci sentiremo più o meno allo stesso modo
Beh nessuno sa
Dove vadano i nostri segreti
Mando un cuore a tutti i miei cari
Quando la tua vita è così, così triste
Sogna
Sono sospinto da voci verso il giusto
Mentre le prostitute dei miei rischi
Urlano
E fallisco
Ma quando potrò, lo farò
Prova a capire
Che quando potrò, lo farò
Madre rimpiangi gli anni che sto perdendo
Tutto il tempo non sarà riportato indietro
Chiudi la mia bocca e colpisci i demoni
Che hanno maledetto te e le tue ragioni
Fuori mano e fuori stagione
Fuori dall'amore e fuori dal sentimento
Così cattivi
Quando posso lo farò
Le parole sfidano i piani
Quando posso lo farò
Stupido abbastanza da esserlo davvero
Figo abbastanza da vederlo appena
E vecchio abbastanza per sentirmi sempre così
Sempre vecchio, mi sentirò sempre così
Niente più promesse, niente più dispiaceri
Non continuerò più
Qualcuno può sentirmi?
Voglio solo essere me
Ma quando potrò,lo farò
prova a capire
Che quando potrò, lo farò
COSA ANDRA' A TURBARE IL SONNO DEGLI INNOCENTI?
JOHN DOE LO SA!!!
PS:riconoscete la citazione,vero?
la metà oscura

Giusto perchè già normalmente non mi sputtano abbastanza,ho caricato nel lettore del blog un pò di mp3 particolari risalenti ad un pò di anni fà quando ancora la carriera da fumettista non si profilava nemmeno da lontano e mi gingillavo con chitarra e programmini vari di registrazione...il risultato adesso può essere ascoltato da tutti...vi avverto,a vostro rischio e pericolo!!!
Ps:come potete vedere dalla foto la chitarra sta prendendo polvere...
meladori magpie
E sul gradino della sua porta,
mi accorsi di essere cieco.
Avrei abbandonato ciò che mi apparteneva.
Quello che iportava,
Adesso conta ben poco.
Ci siamo fatti a pezzi pur stando lontani.
Ooh, non riesco a evitare di rimanere uguale,
Rimango fedele al mio nome.
E' tempo di alzarsi
E di prendere il lungo sentiero di casa,
Per la prima volta vado da solo.
Ti ricordi quando ci siamo conosciuti?
Nascondendoci fra i vicoli, dietro mio padre.
Ooh, non riesco a evitare di rimanere uguale,
Rimango fedele al nome degli amanti passati.
Abbastanza buono per perdere,
Abbastanza buono anche per scegliere te
house\home(something you belong)
Mi ha sempre colpito la differenza, assente in italiano, tra house e home.
In fondo perchè complicarsi la vita,chiamala casa,no?
E invece no.
Non bastano quattro pareti,un letto,e tutte le tue cose a far sì che quella dove stai possa chiamarsi casa.
Una casa qualsiasi sì, anche una nella quale ti trovi particolarmente bene, ma non casa.
Furbi sti inglesi...
Che poi a dirla tutta casa è un posto,un pensiero,un ricordo -qualcosa- a cui appartieni intimamente.
Che poi a dirla tutta -davvero- casa ,se hai la fortuna di riconoscerla quando la incontri ,è la persona per la quale ci sarai sempre e che sempre ci sarà per te. Abbracci come ritorni.
Furbi sti inglesi...
di fiere,fumetti ed unità speciali...
E via con gli annunci:il 6 e 7 settembre saròpresente come ospite alla terza edizione Narnia Fumetto,questo vuol dire due giorni di disegni a raffica per tutti!!!Quella di Narnia Fumetto è una fiera piccola ma molto ben organizzata ed in un contesto,quello della rocca Albornoz di Narni,che non ha eguali.Tantissimi nomi famosi presenti:non il mio chiaramente,ma molto più illustri colleghi!!!
Tornando a noi,è uscito in questi giorni il primo numero di Unità Speciale...Matteo ci ha lavorato parecchio sopra e si vede!!!A luglio uscirà il secondo numero,disegnato da me,ed in contemporanea,o quasi, anche i numeri 29 e 30 di Skorpio che ospitano la mia prima incursione su Trapassati inc.
Mmm..e mò?ok un paio di disegnini!


questo Batman è fatto tutto a tavoletta...primo esperimento...ancora devo prenderci la mano con sta tecnologia...
everything in Its right place
"Mi chiedevo quali sono i limiti di tolleranza alla fatica e alla esaperazione e all'inutilità che un'amicizia dovrebbe avere. prima di diventare una specie di vocazione missionaria o una storia d'amore unidirezionale equivocate e dissimulata tutto il tempo. Mi chiedevo se aveva avuto senso passare così da casa di Misia a quella di Marco; se era sano il modo che avevo di appoggiarmi a uno di loro due senza riuscire a immaginarmi nessun'altra scelta autonoma. Mi chiedevo se il legame non visibile che c'era tra noi tre era una forza, o un limite fatale alle nostre vite individuali"
"Che poi basterebbe avere una specie di autolimitatore di pensieri per stare meglio. Una specie di autolimitatore di sentimenti. Basterebbe non lasciarsi andare proprio a picco nella vita di un altra prsona, no?"
"Mi sono reso conto da un momento all'altro di quanto mi ero tagliato fuori da tutto questo negli ultimi anni:di quanto avevo ristretto il cerchio delle mie percezioni fino a rinchiudermi in un angolo da cui non riuscivo a vedere più di una o due cose alla volta."
Ieri sera vinto dal caldo ho ripreso in mano questo libro di Andrea De Carlo.L'ultima volta l'ho letto circa cinque,sei anni fà...e poi dimenticato.
E' strano notare come le frasi sottolineate allora,in una fase della mia vita agli antipodi da quella attuale, calzino ancora alla perfezione con me.Per altri versi magari, con suggestioni nuove , sicuramente.
Credo che alla fine, per contrastare la mia vocazione al samaritanesimo dei sentimenti,ad andare incontro a tutte le esigenze non espresse senza sentirmi davvero all'altezza, io sia riuscito ad installarlo quell'autolimitatore di cui sopra...ma c'è un fatto:erigere muri a difesa che coprano lo sguardo,chiudersi a riccio,indossare un sorriso forrzato: non fa parte della mia natura.Ed io la mia natura l'ho,per amore, tradita troppo in questi ultimi anni.Questo l'ho capito,o forse solo riscoperto da poco.Io sono simile più a un nervo scoperto,come un guanto rovesciato.La mia forza non sta nel fare il "forte" e coprire i punti deboli, non sta nel gridare di più della persona che ho di fronte,a questo sono bravi tutti: al contario, la mia forza è mostrare il fianco.
E resistere al colpo se qualcuno ha il coraggio di colpirmi a viso aperto...non so avere corazze che proteggano il punto debole, saprei forse meglio rendere forte quello che era debole.
E' una questione di fede, forse.
E vorrei che anche le altre persone avessero questa stessa onestà di vulnerabilità con me.
Funziono al contrario,lo so...e me lo devo ricordare più spesso.
1995
E se sei fortunato ci lasci lì un pezzo di cuore a fare da ponte tra presente e passato.
Oggi ho trovato una semplice foto di un gruppo di ragazzini in campeggio nello stesso posto dove sono andato io per anni.
E all'improvviso non c'erano più facce sconosciute in quella foto.
Non c'erano scalini in cemento ma terra battuta, non c'era elettricità e acqua calda.C'era pisciare al buio con la torcia tenuta fra i denti e scendere di nascosto la notte in cucina e rubare la nutella.
C'erano le passeggiate alla diga e le battaglie notturne.E notti passate a guardare più stelle di quante riuscissi contare.C'erano amici che non ci sono più e altri che continuano ad esserci e che sono gli amici ,quelli che ti porti dietro per sempre
E poi c'era lei,che mi ha insegnato che amare è prendersi cura,ma soprattutto avere fede.
E c'ero io, uno sgorbietto magro e timido mano nella mano con quello scricciolo di ragazzina sotto un cielo che era tutta una promessa per innamorati:
-Alice,ma tu ci credi ai colpi di fulmine?
-beh,non so
-neanche io,ma quando ne vedo uno lo so riconoscere
Le stelle,due sagome attaccate l'una all'altra e silenzio.Perché i primi baci, i primi veri baci, non fanno rumore.
In fondo molto di quello che so di me stesso ha il suo cuore lì dove l'ho lasciato tredici anni fa.
(Ciao Luca, ciao Giuseppe)
comunicazioni di servizio
e che hai visto di bello a Milano?eh,luoghi comuni
due idioti a Milano,clickate se volete vedere le occhiaie più in grandeecco, le cose sono andate più o meno così:dopo essere scesi dal treno ed esserci orientati un pò raggiungiamo l'alberghetto scelto su interntet dal sottoscritto(memorandum per le prossime volte:le foto delle stanze degli alberghi non sono solo vagamente lontane dalla realtà...sono scattate da hans l'uomo talpa!)...la stanza non era ancora pronta anche perchè erano appena le otto di mattina e il proprietario cinese guardandoci con un aria vagamente ostile ci invita a tornare per le 10;così ne approfittiamo per fare colazione e farci un giro...e ora viene il bello:
Take 1:Interno giorno,un comunissimo bar vicino la stazione centrale di Milano.
Due ragazzi,zaino in spalla ordinano due cappuccini e due cornetti
Barista:Ma siete qui per il concerto?
Ragazzo1:si si,seguiamo i Radiohead da un sacco ti tempo!
Barista:He,ma siete siciliani?
Ragazzo2:hem...si...
silenzio(?)
silenzio(?)
silenzio(?)
Ragazzo1:ma veniamo da Roma però...
Barista:ah,ok allora...
(allora che?)
Take2:Interno giorno,stesso bar di prima,mattina successiva sempre gli stessi due ragazzi.
Barista:E' andato bene il concerto?
Ragazzo1:si si,tutto ok,bellissimo...
Barista:Eh,ma questi REDIOED devono essere molto famosi giù al sud...sono passati un
sacco di ragazzi siciliani,con le magliette della sicilia e tutto il resto(tutto il resto cosa?)...eh almeno 80 ragazzi su 100 ieri erano siciliani,si si...
silenzio(?)
silenzio(??)
silenzio(???)
Ragazzo2:sa,il gruppo è inglese,di oxford...
silenzio(????)
i due ragazzi escono dal bar e se possibile il loro sguardo assomiglia ad un punto interrogativo...
Take3:Esterno sera,tavolino di un bar\pub sempre vicino la stazione di Milano,un televisore sintonizzato sulla partita,sempre i due ragazzi di prima seduti al tavolino.
Il Ragazzo1 si alza e va a pagare due birre medie e due panini(26,50E)torna ed
assiste alla seguente scena:
Al tavolo accanto si sono seduti due signori di mezz'età e parlano con l'altro ragazzo:
Ragazzo2:scusi,mi sa dire chi sta giocando?da qui non vedo il televisore...
Signore1:germania-portogallo
Ragazzo2:e a quanto stanno?
Signore2:due a zero,ma comunque a te non importa,tanto non giocate...
Ragazzo2:scusi,in che senso?
Signore1:Bhe,il tuo paese l'Arabia mica gioca!
Ragazzo2:ehm,scusi,ma io veramente sarei Siciliano...
Da qui i due signori partono con una profusione di scuse del tipo:no scusami,sai,mica volevo offendere,è che c'hai proprio la fisionomia dell'Arabo.
Alle scuse segue piccolo siparietto nel quale i due signori si mettono a parlare in siciliano col proprietario del bar lamentandosi di avergli fatto pagare due caffè 5 euro...
Scena conclusiva:
Ragazzo1:ora dobbiamo proprio andare che abbiamo il treno,buonasera...
Signore 1:ah,tornate in sicilia?
Ragazzo2:no,andiamo a Roma,abitiamo lì...
Signore2:ah,due siciliani a Milano e che abitano a roma...siete messi bene!!!
FINE
ecco,a parte le dovute risate che bisogna farsi,questi sono i luoghi comuni che abbiamo visitato a Milano:)
don't get any big ideas
davvero poco da dire sul concerto,i video parlano da soli...emozionante...magari sul resto del viaggio qualcosa da dire c'è,ma ne parlo dopo...intanto mando un grosso saluto a Paolo e Valentina due persone simpaticissime incontrate in fila al concerto(a quando una birra insieme?)...torno a dormire che le ora di sonno scarseggiano e io non c'ho più l'età per ste cose...
meme inverso

inprovvisamente mi è venuta voglia di inverno e del freddo come buon motivo per restarsene sotto le coperte...matereopatico,eh?
ora passo e chiudo che la strada per Milano è lunga,ma prima lancio un Meme inverso...chi ne ha voglia,chi passa di qui senza lasciare commenti e chi ci passa e li lascia di solito,si sbizzarrisca e lasci il proprio commento a tema libero(le prime 5 cose che ti vengono in mente etcc,le parole che non ti homai detto,caccapipì,etc...)...ok?andateci piano con gli insulti però,eh!!!
In Rainbows
stasera si prevede nottata in treno fino a Milano.Motivo?L'altro concerto imprescindibile(per me)dell'anno:Radiohead.
Naturalmente sempre in compagnia di Chuck il mio fidato amico da concerti e non solo...
Una bella boccata d'aria e di buona musica per una serata e poi altra nottata in treno e di nuovo qui a roma...ci si ritrova fra un paio di giorni sempre se non mi viene in mente qualche altra cazzata da postare prima di sera...
dimenticavo:adoro questa
go slowly
Over here
Come slowly
Come slowly to me
I’ve been waiting
Patient
Patiently
I didn’t
But now I can see
That there’s a way out
That there’s a way out
That there’s a way out
That there’s a way out
Vieni qui lentamente
Vieni lentamente da me
Paziente
Pazientemente
Non l’ho fatto
Ma ora posso vedere
Che c’è una via d’uscita
Che c’è una via d’uscita
Che c’è una via d’uscita
Che c’è una via d’uscita
amici
Quelli di "friends" intendo,da un paio di settimane in onda con una programmazione schizofrenica,alle 19 circa su mediast con la prima serie, e una mezz'ora dopo sulla rai con la penultima...
Ora,era da un bel pò di tempo che non lo guardavo e mi fanno davvero ridere,con una punta di nostalgia,quelle acconciature e vestiti così anni '90...non so voi,ma a me questa serie mi ha sempre dato un senso di familiarietà con i personaggi,presentati davvero come i tizi della porta accanto...
certo se al posto della coppia polacca e alticcia dell'appartamento accanto ci fosse quello di Monica e Rachel,le cose qui girerebbero diversamente!
Comunque,questo post per dire che come mi fa ridere di pancia e di cuore Friends lo fanno poche cose,e adesso è davvero un toccasana!!!
E poi mi fa ricordare di come quasi dieci anni fa,cascasse il mondo, alle 20 ero piazzato sul divano in posizione strategica insieme a mio fratello sintonizzati su raidue...e Marco,lo so che leggi qui anche se non commenti,questa è una delle cose che mi manca di più da quando hai deciso di fare il serio(?)e farti una famiglia!!!
Vedete cosa mi fa fare un telefilm?pure sentimentale divento!
PS:la mia preferita di sempre è Phoebe,e non si discute!





