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C' è stato un tempo in cui eravamo come pane e burro, giusto per fare una citazione.
Giorni passati seduti per terra in un angolo , nascosti dietro l'armadio della tua stanza improvvisata.
Erano quei giorni fatti di innaffiatori verdi di plastica e finte piante cinesi di gomma, dei goffi tentativi e dei tuoi boxer di topolino sul divano a guardare harry ti presento sally.
Ci sarà sempre troppo pepe sulla mia paprikash.
E quando la merda volava alta a casa mia o a casa tua, con l'ennesima materia andata male e l'ennesima fuga, semplicemente alzavi il telefono e mi chiedevi: cos'hai imparato oggi al corso di fumetto?
E allora io stavo al gioco, chiudevo gli occhi e rispondevo inventando e chiedendoti delle tue lezioni alla scuola di design e poi ci davamo appuntamento in centro a Milano per un caffè.
Andavamo avanti così per ore , ad inventarci la vita e i sogni.E volavamo più in alto della merda e del casino che avevamo alle spalle. Ed eravamo quasi sempre sul punto di crederci che le cose sarebbero andate diversamente.

Non è stata Milano, ma è stata Roma e le cose sono andate davvero diversamente.
E forse mi sarebbe piaciuto farla davvero una telefonata come quelle che inventavamo.

Senza inventare, però, neanche una parola.



Jess: I don't understand this relationship.
Harry: What do you mean?
Jess: You enjoy being with her?
Harry: Yeah.
Jess: You find her attractive?
Harry: Yeah.
Jess: And you're not sleeping with her.
Harry: No.
Jess: You're afraid to let yourself be happy.
Harry: Why can't you give me credit for this? This is a big thing for me. I never had a relationship with a woman that didn't involve sex. I feel like I'm growing.
...
Harry: It's very freeing. I can say anything to her.
Jess: Are you saying you can say things to her you can't say to me?
Harry: Nah, it's just different. It's a whole new perspective. I get the woman's point of view on things. She tells me about the men she goes out with and I can talk to her about the women that I see.
Jess: You tell her about other women.
Harry: Yeah. Like the other night. I made love to this woman, and it was so incredible, I took her to a place that wasn't human, she actually meowed.
Jess: You made a woman meow?
Harry: Yeah. That's the point, I can say these things to her. And the great thing is, I don't have to lie because I'm not always thinking about how to get her into bed. I can just be myself.
Jess: You made a woman meow?

so long J.D.


No, non era questa la fine che avevo in mente, non in questo modo almeno.
Così improvvisa e ingiustificata.
Amara.
Continuerà si, ma lo scarto si avvertirà e a ben ragione si potrà dire che non sarà più la stessa cosa.
Ma questo ci è dato e questo prendiamo.
Il viaggio, almeno quello , è stato bello.

è il tempo di un'estate che vorrei potesse non finire mai


Lunga e indolente, con pensieri e mancanze intercontinentali , tra notizie di chiusure e prospettive nuove, questa estate dà gli ultimi colpi di coda.

Oggi si ritorna nella capitale e si esce finalmente da quella bolla a tenuta stagna nella quale mi sembra di stare ogni volta che torno qui a Catania.

Un estate passata schivare dei buffi attacchi di nostalgia per cose che ormai non fanno più male. Rendendosi conto di come certe abitudini ,come alzare lo sguardo al terzo piano di un palazzo all'angolo ben sapendo che nessuno dorme più in quel salotto, sono un riflesso automatico e incondizionato. Certe cose non cambiano mai alla fine, ma se ne prende solo il buono poi, a distanza di anni.

E a pensarci mi vien da ridere, tra me e me.

Così com'è strano vedere come le stanze di chi ha preso ed è andato via si somiglino tutte. Congelate a sei, sette o più anni fa ci vanno strette, forse, con gli stessi disegni attaccati al muro o puzzle del Big ben e libri e foto.


Segno quindi la distanza e l'angolo anche quest'anno.

Certe cose irrimediabilmente cambiano, altre sono un grumo di nostalgia che mi tengo stretto, altre ancora mostrano aperture a prospettive nuove,quelle importanti rimangono sempre con conferme sempre nuove. Anche a 12000 km di distanza.


Fatto.

Calcolo le coordinate e segno la nuova rotta.

Si parte.




PS. Per chi fosse interessato il 5 e il 6 ci si vede a Narniafumetto!!!

...

la notizia rimbalza ormai fra blog e forum, con un generale e per niente mal celato disappunto per le scelte editoriali...
Ognuno ha comunque le sue ragioni.
Io penso solo al giorno nel quale dopo aver letto un articolo su "scuola di fumetto" mi sono ritrovato fra le mani il primo numero di j.d.
La prima vera novità che veniva fuori dopo anni di albi Bonelli.
Ricordo perfettamente che mentre lo leggevo capivo che si stava aprendo una porta nuova e che, forse , non era un obiettivo così irraggiungibile.
Se poi ho fatto le valigie e me ne sono andato da Catania, se mi sono fatto il culo per tre anni alla scuola di fumetto, se ci ho creduto così tanto da rischiare di sacrificare amori e amicizie, se poi ho iniziato a lavorarci davvero con il fumetto...ecco...lo devo a quel giorno e a quel numero uno.
John Doe oltre ad essere una serie innovativa e bla,bla,bla...ha molti più meriti di quanti gliene si attribuiscano.
Sarà banale, lo so, ma il merito di aver realizzato a vent'anni di distanza il sogno di un undicenne bloccato a letto con una gamba rotta per tutta l'estate è impagabile.
E bisogna rendergliene giustizia.

11

Hai undici anni, mingherlino e con le gambe tutt'altro che dritte e lunghe.
La sveglia puntata per le sette meno un quarto, lo zaino semivuoto già pronto.
Ti addormenti agitato pensando all'indomani, al primo giorno di scuola , alla prima media.
Nè mamma nè papà ad accompagnarti ma uno scalcinato pulmino azzurro stoviglia e visi sconosciuti e potenzialmente minacciosi stipati li dentro.
Tu sali lo stesso -impavido o incosciente - forte di un pacchetto di caramelle da offrire a chi lo voglia, ottima merce di scambio per un amicizia, secondo tua mamma.
Dentro la pancia di quel trabiccolo un umanità varia di ragazzi grandi - grandi - e bambini e coetanei.
Ti fai largo, prendi posto. Due gemelli grossi almeno il triplo di te baccagliano da un lato, il simpaticone del gruppo racconta la sua migliore barzelletta, e le ragazze -le ragazze- spandono nell'aria profumi per te nuovi e sorridono di un bianco ancora immacolato.
Nella stessa tua fila , un paio di sedili più avanti dei capelli ricci, corti, ma non da maschio. Li noti subito e poi archivi.
Dopo è tutto un raccontarsi, anzi , inventarsi le vacanze con gli amici ,scegliersi il compagno di banco e ridere dei nuovi professori e dei compagni più sfigati di te. Quasi non ti accorgi che quei capelli ricci, corti ma da ragazza e quelle lentiggini -archiviato pure questo - ti hanno seguito fin dentro la classe.
La campanellla suona e presto ti ritrovi di nuovo sul pulmino.
Dentro, tu e lei solamente, che ancora i ragazzi del liceo hanno lezione. La guardi e con tutto il coraggio di cui un undicenne è capace le dici "ciao".
Al momento di scendere giù il secondo ciao scivola via con una naturalezza che ti fa sentire improvvisamente grande e più sicuro di te. La porta si chiude alle spalle. Ti giri per scoprire se per caso ti guarda.
Ma l'ombra del pulman ti ha già superato e il sole di settembre non è mai stato così clemente su di te.
E poi sarà il cineforum e il doposcuola insieme , le telefonate e gli inviti a casa,le gelosie con il migliore amico, le feste ed il primo lento, le canzoncine stupide da gita ed i disegni per lei(e i Goonies, La Storia Infinita e Jovanotti con Ciao Mamma).

E poi?
e poi sarà il primo bacio. Piccolo, leggero , poggiato appena sulle sue labbra. Sarà dire per la prima volta ad un altra persona che le vuoi bene.

Pensarai spesso negli anni a quel particolare periodo ,quando così piccolo ti portavi addosso quelle emozioni così grandi. E a volte vorresti tornare indietro.

Adesso hai trent'anni. E una vita che ti ha portato nella maniera più improbabile qui dove sei. E mentre lavori la tua memoria vigliacca tira fuori dagli archivi un immagine - un frame - un disegno , identico a quello che stai facendo, nato dalla mano di un undicenne e ormai perso chissà dove.
Era un fumetto, un modo originale per dirle che ti piaceva.

E allora sì che vorresti tornare indietro.
Anche solo per sentire un ultima volta il sole di settembre sul tuo volto.
Quel sole clemente come mai più lo è stato, mentre lei si allontana e l'unica cosa che riesci a distinguere nella luce è il suo sorriso.

a reminder




If I get old
I will not give in
But if I do
Remind me of this

Remind me that
Once I was free
Once I was cool
Once I was me

And if I sat down and crossed my arms
Hold me until this song

Knock me out
Smash out my brains
If I take the chair and start to talk shit

If I get old remind me of this
That night we kissed and I really meant it
Whatever happens if we're still speaking
Pick up the phone
Play me this song



Se invecchierò non mi arrenderò, ma se lo farò ricordami di questo:

Ricordami che una volta ero libero, una volta ero figo, una volta ero me stesso.

E se mi siederò per terra incrociando le braccia portami fino a questi canzone.

Buttami giù,spaccami la testa,se mi siedo ed inizio a dire stronzate.

Se invecchierò ricordami che la notte in cui ci siamo baciati veramente l'ho sentito, qualsiasi cosa accada se staremo ancora parlando piglia il telefono e suonami questa canzone.



questa canzone,per mille e più motivi è Praga.

di pulizie, ricordi e altre cazzate...


Si, lo so, normalmente si parla di pulizie di primavera e adesso siamo ad agosto, ma in primavera sono stato troppo occupato ergo: le faccio ora.
E quindi le sorprese nascoste in quegli angoli dimenticati della casa e della memoria saltano fuori adesso,in questa estate lenta e pigra qui a Catania.
E ritrovo queste foto.
Risalgono ad una vita e mezzo fà e sono testimoni,di anni strani e belli. E tristi anche, insoddisfatti,innamorati,a volte non ricambiati. Anni di prime fidanzate e prime sigarette, di grandi amicizie e piccoli dolori.
Testimoni del fatto che, sì,ho avuto i capelli lunghi e assurdi, e che ho tentato di tingerli di viola a Dublino,ma che alla fine sembravo una specie di Mirko dei Beehive castano;che rompevo gli alberi a calci meglio di Chuck Norris(!),che sono stato amico di persone di cui ho perso completamente le tracce e alle quali auguro ogni possibile bene...
E li in mezzo ci sono pure un paio di persone che per quanto male mi abiano fatto inp assato,e per quanto possano aver provato, in un modo o nell'altro, a cancellare anni di amicizia ,in ogni caso sono artefici tanto quanto me di ciò che sono ora...
Si, appunto,dicevo... una vita e mezzo fa.
Adesso ne rimane ben poco,e ciò che rimane è quello che de sempre è stato più importante...
Mi manca, in un certo qual modo ,quella vita, quella persona che in queste foto mi somiglia vagamente,solo un po' meno brizzolata,più giovane e magra.
Manca abbastanza da averne nostalgia, ma non così tanto da volerla di nuovo indietro.
Ho un altra vita.
Altrove.
Ma guardarsi alle spalle di tanto in tanto fa bene.
Perché quella persona, tanto diversa dal te stesso attuale, ha spesso qualcosa ancora da insegnarti.

1995

Ci sono luoghi che rimangono dentro.
E se sei fortunato ci lasci lì un pezzo di cuore a fare da ponte tra presente e passato.
Oggi ho trovato una semplice foto di un gruppo di ragazzini in campeggio nello stesso posto dove sono andato io per anni.
E all'improvviso non c'erano più facce sconosciute in quella foto.
Non c'erano scalini in cemento ma terra battuta, non c'era elettricità e acqua calda.C'era pisciare al buio con la torcia tenuta fra i denti e scendere di nascosto la notte in cucina e rubare la nutella.
C'erano le passeggiate alla diga e le battaglie notturne.E notti passate a guardare più stelle di quante riuscissi contare.C'erano amici che non ci sono più e altri che continuano ad esserci e che sono gli amici ,quelli che ti porti dietro per sempre
E poi c'era lei,che mi ha insegnato che amare è prendersi cura,ma soprattutto avere fede.
E c'ero io, uno sgorbietto magro e timido mano nella mano con quello scricciolo di ragazzina sotto un cielo che era tutta una promessa per innamorati:

-Alice,ma tu ci credi ai colpi di fulmine?
-beh,non so
-neanche io,ma quando ne vedo uno lo so riconoscere

Le stelle,due sagome attaccate l'una all'altra e silenzio.Perché i primi baci, i primi veri baci, non fanno rumore.


In fondo molto di quello che so di me stesso ha il suo cuore lì dove l'ho lasciato tredici anni fa.



(Ciao Luca, ciao Giuseppe)

random thoughts


Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.

Oceano Mare Alessandro Baricco


L'ho comprato almeno dieci anni fa questo libro ed è stato letto, trasportato, amato abbastanza da avere le pagine ingiallite e un pò trasparenti...Adoro i libri vissuti,maltrattati anche,ma non ingorati...Per quanto riconosca ampolloso ed involuto lo stile di Baricco, questo libro colpisce il mio immaginario e mi tocca come poche altre cose.Anni fa è stato un punto di partenza di molte rivoluzioni silenziose e minimi prodigi ed è ironico come la distanza di dieci anni viene coperta così velocemente nelle pieghe della memoriada un semplice passo e come ti riveli che le emozioni di allora non sono poi tanto diverse da quelle di adesso...

Mi aspettano un paio di giorni di dolce far niente aspettando la nuova sceneggiatura,quindi è molto probabile che il livello di cazzate nei miei post si alzi esponenzialmente con la noia...siete avvertiti!


addii


Mia nonna materna se n'è andata...
Per quanto ci si possa preparare mentalmente ad un fatto inevitabile,non si è mai pronti del tutto,mai...
Sbrigate le formalità del caso,sono tornato alla base a Roma...sull'aereo riflettevo sul vuoto improvviso che mia madre dovrà imparare a gestire,vuoto riempito negli ultimi 12 anni dall'0ccuparsi di mia nonna,sia nei tempi migliori,sia negli ultimi decadenti anni...per fortuna i miei fratelli hanno pensato a sfornare per tempo una dose massiccia di nipoti che allarga il cuore...

poi improvvisamente ho pensato all'odore della Coccoina...
non mancava mai questa particolare marca di colla nel cassetto dello scrittoio di mia nonna...
strano davvero l'odore che puuò riportarti ad una persona...
a questo odore si somma quello delle pagine impolverate dei libri di Andersen e dei fratelli Grimm,prima solamente raccontati e poi avidamente letti in innumerevoli pomeriggi passati da mia nonna..."la regina delle nevi"mi spaventa ancora...

Quell'angolo di mondo nel quale io leggevo quelle favole oscure,accucciato in una poltrona più grande di me,sparirà con me...

Qui a Roma,è più facile non pensare,ricordare...mi sforzerò di farlo.

bullet proof



giornata di pulizie oggi...di solito(mooolto raramente!!!) mi dedico alle mansioni da casalingo accompagnato dalla musica...a sorpresa è uscita fuori dal lettore mp3 questa canzone...
Si è trascinata dietro un bel pacco di ricordi che no sto qui a dire,la cosa bella però è che all'epoca i masterizzatori erano un lusso da pochi ed esistevano ancora qui biechi figuri che affittavano i cd per un paio di spiccioli e tu correvi subito a dulicarti il cd su cassetta...
Il cd in questione,passato di mano in mano era pieno di graffi e saltava proprio su questa canzone alla fine...così per non bloccare la registrazione avevo portato avanti veloce il cd durante la registrazione per saltare la parte rovinata...e per me la canzone finiva così!!!con un aggrovigliarsi di suoni e voci,con un risultato se possibile ancora più spiazzante di quanto la canzone già non sia...

ok partentesi chiusa...

ah,qui c'è il testo:

BULLET PROOF...I WISH I WAS

Limb by limb and tooth by tooth
tearing up inside of me
everyday everyhour wish that i
was bullet proof
wax me
mould me
heat the pins
and stab them in
you have turned me into this
just wish that it
was ballet proof
so pay me money and take a shot
lead-fill
the hole in me
i could burst a milion bubbles
all surrogate
and bullet proof.

A PROVA DI PROIETTILE...VORREI ESSERE

Pezzo per pezzo e dente per dente
mi faccio a pezzi dentro
tutti i giorni tutti i momenti vorrei
essere a prova di proiettile
spalmami di cera
mettimi in una forma
riscalda i chiodi
e infilameli
mi hai trasformato in questo
vorrei solo
che fosse a prova di proiettile
per cui pagami e spara
riempi di piombo
il buco che c'è in me
potrei fare esplodere un milione di bolle
tutte dei surrogati
e a prova di proiettile.