recovering
Ripreso da un anno e 188 tavole di Valter Buio,circa 80 inchiostrate, 323 illustrazioni e pure un bell'etto e mezzo di fattimiei. Ripreso dal pensiero di rivalutare le mie scelte quando mi sono reso conto di non poter sopportare certi ritmi ancora per molto, ripreso dalle notti in bianco a red bull e patatine, ripreso dalla rabbia di non poter dare il meglio e non mettersi mai veramente alla prova fino in fondo.
E nel frattempo assistere a grottesche beghe da cortiletto sulla tavola rotonda di Lucca, vedere gente che crede che la qualifica di professionista gli si appiccichi addosso per osmosi, basta accompagnarsi a qualcuno che il suo lavoro almeno prova a farlo e vedere case editrici remare contro se stesse senza aver cura dell'unica risorsa che anno, ossia gli autori.
Ecco, poi arriva Lucca a strapparmi da giornate passate tra me, il pc e il tavolo luminoso, con le sue millemila persone variopinte, con i miei amici e compagni di avventura e con tutto l'allegro baraccone del fumetto.
E allora penso che ne varrà sempre la pena se poi a fine serata dopo la pioggia, lo stress, la stanchezza e gli scazzi e le delusioni si rimane sempre noi.Noi, ai quali basta guardarsi negli occhi (oltre le occhiaie) e trovare esattamente lo stesso sguardo, l'unico in cui sai riconoscerti.
inizi di stagione
E in particolare per me valgono cicli di cinque anni. Quest'anno ne ho avuto la conferma, perchè con le differenze del caso, son successi li stessi eventi, ho incontrato le stesse persone ed ho avuto le stesse belle notizie di cinque anni fa.
Un inizio perfetto che come cinque anni fà è culminato con la fiera di Narni.
Ora, è bene spendere due parole sulla conferenza su John Doe(come cinque anni fà d'altronde) e sul fatto che è stato strano vedere colui che è stato mio insegnante e poi amico ed anche collega, imbarazzato come una verginella con la voce tremula davanti al microfono mentre parla di metatestualità e cazzivari.
E si che noi ex allievi, e amici e colleghi abbiamo improvvisato un cartellone e applaudivamo ad ogni parola ma è che...ecco, come direbbe Verdone: e lo vedi che la cosa é reciproca?
E non è una cosa scontata questa stima che spesso e paradossalmente mi porta a mascherare lo stupore davanti ad una sua copertina.
Se poi aggiungiamo che mi è stato portato in dono questo:

Ossia il libro le cui illustrazioni provavo a rifare già a quattro anni, come inizio di stagione non mi posso lamentare.
E se il tempo è davvero ciclico son sicuro che come dai segnali che il destino mi lascia in giro succederà
di tutto e di più.
Dimenticavo,al prossimo post parlerò di una bella iniziativa mia e di un paio di altri amici.
so long J.D.

No, non era questa la fine che avevo in mente, non in questo modo almeno.
Così improvvisa e ingiustificata.
Amara.
Continuerà si, ma lo scarto si avvertirà e a ben ragione si potrà dire che non sarà più la stessa cosa.
Ma questo ci è dato e questo prendiamo.
Il viaggio, almeno quello , è stato bello.
...
Ognuno ha comunque le sue ragioni.
Io penso solo al giorno nel quale dopo aver letto un articolo su "scuola di fumetto" mi sono ritrovato fra le mani il primo numero di j.d.
La prima vera novità che veniva fuori dopo anni di albi Bonelli.
Ricordo perfettamente che mentre lo leggevo capivo che si stava aprendo una porta nuova e che, forse , non era un obiettivo così irraggiungibile.
Se poi ho fatto le valigie e me ne sono andato da Catania, se mi sono fatto il culo per tre anni alla scuola di fumetto, se ci ho creduto così tanto da rischiare di sacrificare amori e amicizie, se poi ho iniziato a lavorarci davvero con il fumetto...ecco...lo devo a quel giorno e a quel numero uno.
John Doe oltre ad essere una serie innovativa e bla,bla,bla...ha molti più meriti di quanti gliene si attribuiscano.
Sarà banale, lo so, ma il merito di aver realizzato a vent'anni di distanza il sogno di un undicenne bloccato a letto con una gamba rotta per tutta l'estate è impagabile.
E bisogna rendergliene giustizia.
11
La sveglia puntata per le sette meno un quarto, lo zaino semivuoto già pronto.
Ti addormenti agitato pensando all'indomani, al primo giorno di scuola , alla prima media.
Nè mamma nè papà ad accompagnarti ma uno scalcinato pulmino azzurro stoviglia e visi sconosciuti e potenzialmente minacciosi stipati li dentro.
Tu sali lo stesso -impavido o incosciente - forte di un pacchetto di caramelle da offrire a chi lo voglia, ottima merce di scambio per un amicizia, secondo tua mamma.
Dentro la pancia di quel trabiccolo un umanità varia di ragazzi grandi - grandi - e bambini e coetanei.
Ti fai largo, prendi posto. Due gemelli grossi almeno il triplo di te baccagliano da un lato, il simpaticone del gruppo racconta la sua migliore barzelletta, e le ragazze -le ragazze- spandono nell'aria profumi per te nuovi e sorridono di un bianco ancora immacolato.
Nella stessa tua fila , un paio di sedili più avanti dei capelli ricci, corti, ma non da maschio. Li noti subito e poi archivi.
Dopo è tutto un raccontarsi, anzi , inventarsi le vacanze con gli amici ,scegliersi il compagno di banco e ridere dei nuovi professori e dei compagni più sfigati di te. Quasi non ti accorgi che quei capelli ricci, corti ma da ragazza e quelle lentiggini -archiviato pure questo - ti hanno seguito fin dentro la classe.
La campanellla suona e presto ti ritrovi di nuovo sul pulmino.
Dentro, tu e lei solamente, che ancora i ragazzi del liceo hanno lezione. La guardi e con tutto il coraggio di cui un undicenne è capace le dici "ciao".
Al momento di scendere giù il secondo ciao scivola via con una naturalezza che ti fa sentire improvvisamente grande e più sicuro di te. La porta si chiude alle spalle. Ti giri per scoprire se per caso ti guarda.
Ma l'ombra del pulman ti ha già superato e il sole di settembre non è mai stato così clemente su di te.
E poi sarà il cineforum e il doposcuola insieme , le telefonate e gli inviti a casa,le gelosie con il migliore amico, le feste ed il primo lento, le canzoncine stupide da gita ed i disegni per lei(e i Goonies, La Storia Infinita e Jovanotti con Ciao Mamma).
E poi?
e poi sarà il primo bacio. Piccolo, leggero , poggiato appena sulle sue labbra. Sarà dire per la prima volta ad un altra persona che le vuoi bene.
Pensarai spesso negli anni a quel particolare periodo ,quando così piccolo ti portavi addosso quelle emozioni così grandi. E a volte vorresti tornare indietro.
Adesso hai trent'anni. E una vita che ti ha portato nella maniera più improbabile qui dove sei. E mentre lavori la tua memoria vigliacca tira fuori dagli archivi un immagine - un frame - un disegno , identico a quello che stai facendo, nato dalla mano di un undicenne e ormai perso chissà dove.
Era un fumetto, un modo originale per dirle che ti piaceva.
E allora sì che vorresti tornare indietro.
Anche solo per sentire un ultima volta il sole di settembre sul tuo volto.
Quel sole clemente come mai più lo è stato, mentre lei si allontana e l'unica cosa che riesci a distinguere nella luce è il suo sorriso.
something strange in the neighbourhood
Sono sempre in quattro o cinque.
Ferme li all'angolo sotto il lampione.
Non c'è pioggia o freddo che tenga.
Se mi voltassi in questo momento son quasi sicuro di riuscire a vederle, qui dalla mia stanza dove ogni giorno disegno e guardo il mondo un pezzetto alla volta.
"Fanno la vita", si usa dire - più che altro sopravvivono, dico io -
Le sento litigare, contrattare, più raramente ridere fra loro. Ma capita anche questo.
Tornando a casa, un paio di sere addietro non riuscivo a trovare un parcheggio, che la macchina del protettore di turno era ferma a motore acceso e ne occupava tre di traverso.
Tre volte il giro del quartiere, tre volte passo davanti a loro.
Poi il - si chiamiamolo col suo nome - pappone va via e posteggio proprio accanto ad una di loro.
-Ciao Amore,vuoi divertirti stasera?costo poco! -
scuoto la testa,e garbatamente con un sorriso rifiuto l'invito a un quarto d'ora di felicità a basso costo.
Vado verso casa e mi accorgo di aver lasciato il cellulare in macchina.
Torno sui miei passi e lei mi supera a braccetto con un cliente facendomi ciao-ciao con una mano da bambina ed un sorriso indecifrabile e bello sul viso.
Questa sera sono tornato tardi. Di loro - le solite quattro\cinque- nessuna traccia.
E questa sera che mi vede con trent'anni e qualche giorno in più penso che possa anche essere tempo di bilanci e valutazioni.
C'è la signora grassa di salingeriana memoria con cui fare i conti oggi e non credo che uscirò poi cos' tanto indenne dallo scontro.
Che quella voce del bilancio sempre in rosso non è mai la famiglia,gli amici, gli amori e gli affetti e si, neanche il lavoro.
Scritto in rosso come un brutto voto sul registro del bilancio annuale c'è scritto:ME.
poi penso a lei che mi fa ciao-ciao con la mano.
chissène.
c'ho ancora un altro giorno per inizare a trattarmi meglio.
quando
...quando tutto quello che fai, è in qualche modo dedicato, ed è la cosa più naturale del mondo.
...quando poi ti viene ricambiato il sorriso che avevi quando quelle cose le facevi.
...quando le parole tradiscono quella paura, magari stupida, di stare semplicemente bene. Troppo.
...Quando qualcuno ti cambia il punto di fuga e pensi che la nuova prospettiva funzioni decisamente di più.
ecco...quando è così è proprio come vorrei stare.
di pulizie, ricordi e altre cazzate...

Si, lo so, normalmente si parla di pulizie di primavera e adesso siamo ad agosto, ma in primavera sono stato troppo occupato ergo: le faccio ora.
E quindi le sorprese nascoste in quegli angoli dimenticati della casa e della memoria saltano fuori adesso,in questa estate lenta e pigra qui a Catania.
E ritrovo queste foto.
Risalgono ad una vita e mezzo fà e sono testimoni,di anni strani e belli. E tristi anche, insoddisfatti,innamorati,a volte non ricambiati. Anni di prime fidanzate e prime sigarette, di grandi amicizie e piccoli dolori.
Testimoni del fatto che, sì,ho avuto i capelli lunghi e assurdi, e che ho tentato di tingerli di viola a Dublino,ma che alla fine sembravo una specie di Mirko dei Beehive castano;che rompevo gli alberi a calci meglio di Chuck Norris(!),che sono stato amico di persone di cui ho perso completamente le tracce e alle quali auguro ogni possibile bene...
E li in mezzo ci sono pure un paio di persone che per quanto male mi abiano fatto inp assato,e per quanto possano aver provato, in un modo o nell'altro, a cancellare anni di amicizia ,in ogni caso sono artefici tanto quanto me di ciò che sono ora...
Si, appunto,dicevo... una vita e mezzo fa.
Adesso ne rimane ben poco,e ciò che rimane è quello che de sempre è stato più importante...
Mi manca, in un certo qual modo ,quella vita, quella persona che in queste foto mi somiglia vagamente,solo un po' meno brizzolata,più giovane e magra.
Manca abbastanza da averne nostalgia, ma non così tanto da volerla di nuovo indietro.
Ho un altra vita.
Altrove.
Ma guardarsi alle spalle di tanto in tanto fa bene.
Perché quella persona, tanto diversa dal te stesso attuale, ha spesso qualcosa ancora da insegnarti.
everything in its right place
-parole,parole,paroleeeeee
Ascoltami
parole,parole,paroleeeeee-
Ti prego
canta lei ad occhi chiusi, sorriso sulle labbra. Lui guida e la guarda di tanto in tanto, divertito.
-Uh,ma non si può neanche cantare ora?
-No,no fai pure,figurati, ma posso sorridere almeno?
-E non mi prendere in giro!!!
-Non mi vorrai togliere pure questo diritto oltre all'udito,vero?
-Scemo!!!
-No,scema tu!!!
-Pensa alla strada, và...
-Va bene,va bene,mi arrendo...
Fuori non è ancora primavera e non più inverno,ma fa caldo abbastanza da far arrotolare le maniche alla camicia e dimenticare a casa il giubbotto e non tornare su a prenderlo.
-Dimmi un po',ma com'è che si sta dall'altra parte del mondo?è davvero così come si dice?
-E com'è che si dice?
-Ecco...diverso...
-Certo, di esserlo, lo è diverso, e anche tanto...ma è una diversità che ti si cuce bene addosso e dopo un po' non te ne rendi neanche conto, e tutte quelle luci al neon,quelle insegne e la gente che cammina tutta in fila ed in ordine diventano normali, quotidiani, anzi, familiari...
-Il rischio è poi di non saper più stare bene qui,dove tutto è normale
-Ma lo è molto meno che dall'altra parte,te lo assicuro!!!
-E' bello vedere che stai bene,sai?me lo sono chiesto spesso in questi mesi...
-E tu invece?come te la sei passata qui?
-Bene,tutto sommato bene,non posso certo lamentarmi!ma come sempre non è stato facile all'inizio.
-All'inizio niente è semplice...
-Certo,dopo può solo complicarsi!!!
-Te l'ho già detto che sei scemo?
-Si,tutte le volte!
Lui ferma la macchina ed esita a togliere la chiave da quadro,gli è sempre piaciuto quell'attimo prima di salutarsi, prima di vederla entrare nel portone di casa. Gli sembra sempre che in quel momento possa succedere qualcosa di unico e raro.E lei questo lo sa.
-Dai scemo,vieni qui-dice lei.
Lui la guarda e sorride,sapeva anche lui che l'avrebbe detto.
E si abbracciano.
La memoria dei corpi non fallisce e il viso trova subito quella piccola conca tra il collo e la clavicola,fatta apposta per depositarci un bacio e lasciarlo lì,per quando ne hai bisogno.
Gli odori e il sapori non cambiano, nonostante la strada percorsa lontani l'una dall'altro.
Il tempo e i chilometri vengono sciolti in un abbraccio e in un occhio un po' lucido al momento di separarsi.
-Bentornata-dice lui.
E all'improvviso ogni cosa và finalmente al suo posto. Sembra come se ogni dettaglio fuori fuoco fosse inquadrato perfettamente: nessuna discrepanza,nessuna incertezza.
E' una questione di riconoscersi ,al di là di ogni definizione di rapporto,ed in questo atto di riconoscimento,appartenersi.
Perfetti così, forse, non lo sono mai stati.
1995
E se sei fortunato ci lasci lì un pezzo di cuore a fare da ponte tra presente e passato.
Oggi ho trovato una semplice foto di un gruppo di ragazzini in campeggio nello stesso posto dove sono andato io per anni.
E all'improvviso non c'erano più facce sconosciute in quella foto.
Non c'erano scalini in cemento ma terra battuta, non c'era elettricità e acqua calda.C'era pisciare al buio con la torcia tenuta fra i denti e scendere di nascosto la notte in cucina e rubare la nutella.
C'erano le passeggiate alla diga e le battaglie notturne.E notti passate a guardare più stelle di quante riuscissi contare.C'erano amici che non ci sono più e altri che continuano ad esserci e che sono gli amici ,quelli che ti porti dietro per sempre
E poi c'era lei,che mi ha insegnato che amare è prendersi cura,ma soprattutto avere fede.
E c'ero io, uno sgorbietto magro e timido mano nella mano con quello scricciolo di ragazzina sotto un cielo che era tutta una promessa per innamorati:
-Alice,ma tu ci credi ai colpi di fulmine?
-beh,non so
-neanche io,ma quando ne vedo uno lo so riconoscere
Le stelle,due sagome attaccate l'una all'altra e silenzio.Perché i primi baci, i primi veri baci, non fanno rumore.
In fondo molto di quello che so di me stesso ha il suo cuore lì dove l'ho lasciato tredici anni fa.
(Ciao Luca, ciao Giuseppe)
The Iron Giant
Happy Birthday!!!
oggi è il mio compleanno...sono 29...
oggi è il mio compleanno...sono 29...e qualcuno per quasi un mese ha ordito alle mie spalle...
oggi è il mio compleanno...sono 29...e qualcuno per quasi un mese ha ordito alle mie spalle...
ed è stato il più bel compleanno della mia vita!
mi spiego...la mia ragazza volendomi ragalare l'originale della copertina di J.D. 55 cosa ha fatto a mia insaputa:
1-ha mandato una mail a Massimo Carnevale chiedendogli della suddetta copertina-ma- essendo quest'ultima realizzata interamente a photoshop,anche volendo non si poteva fare niente(grazie Massimo per la pazienza!!!)
2-fallito il piano A è ricorsa al piano B...ha contattato il mio amico di scuola di fumetto del post precedente(quello di octava legio) e tramando minacciosamente alle mie spalle è riuscita nel suo intento....il tutto condito da dissimulazioni,telefonate in segreto e contrattazioni...
il risultato è stata la festa di ieri sera...d'apprima sono rimasto senza parole per questa:

notate una somiglianza?e poi la mascella è caduta definitivamente per terra con questa:
originale di Dell'otto su commissione...e ho detto tutto...grazie a tutti,e soprattutto grazie a te Bea...lo sai che le parole mancano...e mancano sempre in proporzione a quanto è grande quello che si vorrebbe dire...


