C'è uno spazio bianco tra una vignetta ed un altra.Un battito di ciglia,un respiro preso.
Uno rilasciato.
Ed in mezzo grafite grattata su carta e fiumi di inchiostro.
Spazio di gesti compiuti e movimenti di camera, dove i personaggi riposano tra una battuta, una scazzottata un campo lungo ed uno americano
Ed è sempre in questo spazio che il lettore ci mette del suo, che unisce, fonde e trasforma parole e segno grafico e diventa - finalmente - attore.
E non sto parlando di fumetti.
o meglio,non solo
8 commenti:
Quel bianco è lo spazio del possibile...
lo spazio della vita.
bello, andre, davvero.
Ma tutta 'sta profondità...
non farà male?
Qui già s'affonda da soli...
le 3.25 di mattina,Davide,è colpa di quello.che di norma sono profondo quanto una pozzanghera.
Arghhhh e quando il bianco prende il potere sul disegnatore!?!? Cosa posso fare!?
Grande Andrea, seguo il tuo blog di nascosto...
ma mi ricordo di te! mi ricordo! complimenti!
e mi ricordo si anche'io!!!!complimenti anche a te!!!!
FORZA è ORA DI AGGIORNARE QUI!!!!!
Esci da Facebook e torna sul blog!
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