Marco e Sara non si vedevano da anni. Precisamente da cinque, più o meno da quando lui aveva trovato lavoro.
Anni fatti di altre vite, altrove, ma che davanti ad una birra scura in un pub poco affollato ,una domenica sera , si ripercorrono facilmente;distanze apparentemente incolmabili, ma stranamente parallele.
Quando è così le parole vengono fuori senza fretta ,ed i silenzi non sono imbarazzo ma solo parole dette in un altro linguaggio.
-Ma guardaci Marco,cinque anni sono tanti...ma io mi sento sempre uguale. Ed in fondo anche tu,pur con quella cicatrice qua sullo zigomo, hai sempre quella faccia da bravo ragazzo che mi ricordavo.
-Questa dici?E' solo per fare il duro e infrangere cuori!!!
-Scemo!ma posso chiederti come...
-Diciamo un incidente di lavoro. Capita...
-Ma sai che ancora non ho ben capito dove lavori?
-Una specie di agenzia di recupero crediti,ma mi sono licenziato...per questo sono tornato qui,vorrei mettermi in proprio.
-Capisco.
Sara invece non capiva, ma non le sembrava vero di aver ritrovato un un amico perduto, e di averlo incontrato per caso sotto casa sua, come se fosse stata la cosa più naturale del mondo.
Le parole continuavano a scorrere placide tra i ricordi e piccole nostalgie.
Parlavano di amori lontani e recenti;di come Marco era quello che piaceva alle mamme delle fidanzate forse più di quanto piaceva alle fidanzate stesse. Di come poi , quando ci si lasciava, faceva di tutto per rimanere amici, ingoiando rospi e cercando di essere sempre presente e disponibile per qualsiasi cosa.
Sara rispondeva raccontando del suo amore nuovo, delle farfalle nello stomaco che non provava da tempo,della certezza che pian piano si insinuava che lui fosse “quello giusto”.
-E di quando stavamo insieme,Marco,te lo ricordi che buffi eravamo?...quanti anni avevamo?sedici?diciassette?
-Tu diciassette, io diciotto a novembre e mi chiedevi sempre di prestarti quel maglione che ti piaceva tanto ed io non volevo perché ne ero geloso.
-Hei!!!Ma ti ricordi tutto tu?
-E come potrei dimenticarlo,mi hai lasciato tu!!!
-Dai,è storia vecchia ormai,e non mi è sembrato che tu ci avessi sofferto poi così tanto all'epoca...
-Ma io sono sempre un bravo ragazzo,Sara. Io sono quello che i rospi li ingoia...
-Già, tu fai parte della schiera dei buoni-
Alla sua faccia da bravo ragazzo,a questo pensava Marco mentre tornava a casa.Un ultimo lavoro da finire ancora. Pensava al fatto che in fondo lui era sempre stato al suo posto, ubbidiente. Mai un colpo di testa da definirlo veramente tale, mai una pazzia vera.
E un po' se ne dispiaceva.
Forse era colpa della sua educazione, forse era solo la sua natura. Di tanto in tanto sentiva che qualcosa,da qualche parte mancava ed allora pensava sempre a quei giochini dei giornali di enigmistica.
Quelli nei quali ci sono due immagini apparentemente identiche ma con sette particolari differenti.
Lui,ne trovava sempre e solo sei, e si sentiva tanto come quel settimo particolare sfuggente.
Il flusso dei pensieri venne interrotto dall'improvviso rumore sordo dell'ultimo osso che finalmente cedeva.
Riposti ,con meticoloso ordine nel bagagliaio , gli ultimi sacchi di plastica nera con dentro quello che rimaneva del corpo di Sara,
Marco pensava ,
che si,
in fondo
era davvero un bravo ragazzo.
9 commenti:
e già...proprio un gran bravo ragazzo!
se è autobiografico dovrò iniziare seriamente a preoccuparmi!
Ciao andrea, vacanza terminata aimè. Ti ho inserito nei miei link. Fatti sentire.
Già sai.:o)
Il racconto funziona e, in questa versione pubblicata, funziona ancora meglio.
Però non vorrei essere una tua ex, eh.:o)
he he he,il tutto è stato realmente ispirato da una conversazione con una mia amica...il resto è ovviamente romanzato...ma non vi convinee aprire il bagagliaio della mia macchina in ogni caso...:)
non aprite quel bagagliaio....
ci trovereste dentro di tutto,cose spaventevoli,nascoste sotto decine di carte del Tabù!
pe me ce trovi i cadaveri dei navigatori scassati!
carino, carino
io pensavo andasse a casa e si spaccasse la faccia da solo, à la fight club, figurati
=]
bhè se sono riuscito per un attimo a sviare l'attenzione e a sorprendere allora ho raggiunto l'obbiettivo!!!
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