Standing in the shadows at the end of my bed

non è serata per disegnare questa.
non è serata per stare in casa.
un giro in macchina a far prendere aria ai pensieri lungo giusto il tempo di un cd - KID A - dei radiohead.
Niente donnine da marcapiede in giro .Si son fatte furbe e attendono alla fermata del bus. Non il bus ovviamente.
Abbasso il finestrino.Faccio entrare aria fredda.
e mi accorgo di stare girando in tondo.Ad un certo pensiero -intendo- ovvero se certi rapporti debbano avere dei limiti e se sia giusto porli.
O se i limiti siano intrinseci alle persone e non al rapporto.
Mi chiedo se il mio aver cura di un qualcuno sia legato all'autocompiacimento del sapere che quel qualcuno ha bisogno di me e se questo intacca il valore in se del gesto.
Mi chiedo anche quale possa essere il senso del proteggere gli altri da cose che a mio giudizio possano far male,ed in ultima analisi da me stesso.

mi fermo ad uno stop. e mi rispondo.
che le insicurezze colmate restano tali e non per questo diventano sicurezze,ma che è anche giusto che sia così.
che forse si ha il diritto di star male ed il dovere di far stare male.
che l'unico modo per proteggere è afforntare insieme le cose e che spesso si ha paura ad affrontare per primi se stessi.

49 minuti e 51 secondi

il disco fa click e vedrete tra un po' si fermerà!
Ma aspettate e un'altra ne avrete...
C'era,una volta il cantastorie dirà,
e un'altra favola comincerà ...

2 commenti:

beatrice ha detto...

Che poi di limiti ce ne sono 1000 e uno dovrebbe fregarsene di quelli che vengono da fuori.
E si fa e ci si fa male, sempre, anche senza accorgersene.
Diritto e dovere di ogni persona la sofferenza.
Diritto e dovere di ogni persona l'amore.

E queste riflessioni sono bellissime, nel breve spazio di un disco.

Andrea Del Campo ha detto...

so che sai,più di quanto scriva.e sai che apprezzo.