94 tavole è il metro del mio stand by.
Come quando da piccolo in piscina andavo sott'acqua e contavo le mattonelle nere.
La misura della mia apnea.
E quando tiri fuori la testa dall'acqua le luci intorno sono più forti di quanto ti ricordassi e la testa ronza un pò.
Ecco, l'effetto è dannatamente simile.
Ci metto sempre un po' troppo a interrompere lo stato di sospensione (dell'incredulità?) e riprendere i ritmi normali.
Lo spazio lasciato vuoto dal pensiero di carta, matita e china viene riempito in fretta da altri pensieri che riversano la loro urgenza impietosamente.
Ma parlando fuor di metafora mi sembra che fin troppe cose ho tenuto in stand by solo per la paura che al minimo movimento potessero crollare.
Che crollino pure.
Farò come in giappone che ogni tot di anni buttano giù templi ed edifici in legno e li ricostruiscono identici a prima noncuranti del passare del tempo.
O lascerò le rovine intatte, che in fondo hanno sempre più fascino dell'edificio intero.
Sono solo parole di un disegnatore ancora non troppo bravo nè veloce troppo stanco e con troppe poche ore di sonno.
E non sono più neanche tanto sicuro se sono io a mettermi in stand by o a mettere in stand by tutto il resto....
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