Hai undici anni, mingherlino e con le gambe tutt'altro che dritte e lunghe.
La sveglia puntata per le sette meno un quarto, lo zaino semivuoto già pronto.
Ti addormenti agitato pensando all'indomani, al primo giorno di scuola , alla prima media.
Nè mamma nè papà ad accompagnarti ma uno scalcinato pulmino azzurro stoviglia e visi sconosciuti e potenzialmente minacciosi stipati li dentro.
Tu sali lo stesso -impavido o incosciente - forte di un pacchetto di caramelle da offrire a chi lo voglia, ottima merce di scambio per un amicizia, secondo tua mamma.
Dentro la pancia di quel trabiccolo un umanità varia di ragazzi grandi - grandi - e bambini e coetanei.
Ti fai largo, prendi posto. Due gemelli grossi almeno il triplo di te baccagliano da un lato, il simpaticone del gruppo racconta la sua migliore barzelletta, e le ragazze -le ragazze- spandono nell'aria profumi per te nuovi e sorridono di un bianco ancora immacolato.
Nella stessa tua fila , un paio di sedili più avanti dei capelli ricci, corti, ma non da maschio. Li noti subito e poi archivi.
Dopo è tutto un raccontarsi, anzi , inventarsi le vacanze con gli amici ,scegliersi il compagno di banco e ridere dei nuovi professori e dei compagni più sfigati di te. Quasi non ti accorgi che quei capelli ricci, corti ma da ragazza e quelle lentiggini -archiviato pure questo - ti hanno seguito fin dentro la classe.
La campanellla suona e presto ti ritrovi di nuovo sul pulmino.
Dentro, tu e lei solamente, che ancora i ragazzi del liceo hanno lezione. La guardi e con tutto il coraggio di cui un undicenne è capace le dici "ciao".
Al momento di scendere giù il secondo ciao scivola via con una naturalezza che ti fa sentire improvvisamente grande e più sicuro di te. La porta si chiude alle spalle. Ti giri per scoprire se per caso ti guarda.
Ma l'ombra del pulman ti ha già superato e il sole di settembre non è mai stato così clemente su di te.
E poi sarà il cineforum e il doposcuola insieme , le telefonate e gli inviti a casa,le gelosie con il migliore amico, le feste ed il primo lento, le canzoncine stupide da gita ed i disegni per lei(e i Goonies, La Storia Infinita e Jovanotti con Ciao Mamma).
E poi?
e poi sarà il primo bacio. Piccolo, leggero , poggiato appena sulle sue labbra. Sarà dire per la prima volta ad un altra persona che le vuoi bene.
Pensarai spesso negli anni a quel particolare periodo ,quando così piccolo ti portavi addosso quelle emozioni così grandi. E a volte vorresti tornare indietro.
Adesso hai trent'anni. E una vita che ti ha portato nella maniera più improbabile qui dove sei. E mentre lavori la tua memoria vigliacca tira fuori dagli archivi un immagine - un frame - un disegno , identico a quello che stai facendo, nato dalla mano di un undicenne e ormai perso chissà dove.
Era un fumetto, un modo originale per dirle che ti piaceva.
E allora sì che vorresti tornare indietro.
Anche solo per sentire un ultima volta il sole di settembre sul tuo volto.
Quel sole clemente come mai più lo è stato, mentre lei si allontana e l'unica cosa che riesci a distinguere nella luce è il suo sorriso.
4 commenti:
Bellissimo, davvero bellissimo!
è venuto fuori così questo post,come al solito mentre sono in macchina tornando a casa e l'ho scritto così di getto sulla scia di un amarcord...
Molto bello, sì.
grazie mille Gaia, sei la benvenuta,accomodati pure in mezzo a disegni e pensieri sconnessi :)
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